Antonella Lacalamita 25 anni, balla da quando aveva 3 anni
Il ballo nel sangue sin da piccola e un grande sogno, quello di poter vivere di danza come performer. Antonella Lacalamita è una giovanissima ballerina specializzata in Urban dance. Già da quando aveva tre anni ha mostrato un profondo amore per il ballo, assecondato dai suoi genitori che l’hanno sempre accompagnata in questo percorso di formazione tra sacrifici e importanti occasioni professionali, dall’Italia alle esperienze internazionali. Muove i suoi primi passi al centro studi danza di Giusy Scarola e il Free family project. Nel 2016 si specializza in urban dance e si qualifica con la scuola ai mondiali di disciplina a Los Angeles. Ha studiato tutti gli stili di danza fino ai 18 anni quando, frequentando l’accademia a Roma, trova la sua voce nel waacking e vougiung.
L’esperienza a Roma
Fino al 2023 frequenta l’accademia, poi fa un anno di tirocinio, acquisendo un attestato di merito come migliore allieva più meritevole e vincendo una borsa di studio a New York. “Un’esperienza fantastica – racconta Antonella – Ho vissuto pienamente l’atmosfera dell’Urban dance per tre settimane”. Tornata a Roma, compie un anno da tirocinante in Accademia ma, come tutti gli artisti, deve affrontare un anno di vuoto, durante il quale non si perde d’animo e si impegna nel lavoro. “Ho lavorato in una gelateria – ricorda – ha fatto anche la commessa. Poi ho ricevuto la mia prima proposta di lavoro per il tour “Keep art human” show del dj Alok in Romania, festival Untold, e Malta per Mtv. Ho ricominciato a vivere di danza”.
Arriva anche l’esperienza nella prestigiosa Peparini Academy, che la impegna per un anno. “Sono stata inserita nella special class – ricorda – la classe dei professionisti. Ho trascorso un anno difficile perché ho studiato anche classico, contemporaneo e Hip Hop. Mi è sembrato di ricominciare da zero. Non bisogna mai smettere di studiare e completare la tecnica, è importante studiare tutto per fare sempre meglio, non importa da che stile vieni, l’accademia si distingue per questa visione globale degli stili. Ho imparato molto”.
Il teatro dell’opera di Madrid
A marzo la grande occasione di un’audizione per il teatro dell’opera di Madrid. “Ho fatto tutto in un giorno – racconta – sono volata in Spagna e tornata. In ogni fase della selezione il mio nome era selezionato. Dopo due giorni ho saputo di essere stata presa. Impossibile descrivere la mia felicità, ma ho avuto anche tanta paura perché non è stato facile trasferirsi per due mesi in Spagna. Ho avuto un po’ di panico, ma grazie ai miei amici ho trovato casa a Madrid e i miei genitori mi hanno sempre sostenuto e supportato. Ringrazio anche Annalisa Marcelli, insegnante che mi ha indicato l’accademia e mi segue tutt’ora”. Sul palcoscenico del teatro dell’opera di Madrid ha ballato in Roméo et Juliette di Charles Gounod. “Si tratta di un’opera molto diversa dalle classiche sul tema – spiega – la scenografia è molto importante, i costumi sono moderni e le coreografie prendono dal waaking e non dal classico. Il genere nasce dalla comunità gay latina e afroamericana e si basa sull’espressione di sé e della libertà di esprimersi. Il corpo e l’anima mi hanno detto che quello era lo stile che faceva per me”.
Il sogno
Dopo l’esperienza a Madrid, di due mesi, Antonella è tornata a Roma. Ora insegna in un centro estivo per bambini, ma attende la sua prossima esperienza. “Vorrei trasferirmi a Parigi – ammette – in Italia la danza non è presa seriamente. Noi artisti non siamo molto tutelati, non siamo considerati professionisti. Difficile lavorare in Italia con l’urban dance, in Francia c’è la situazione migliore per ballerini e artisti in genere perché lo stato ti conferisce una pensione, “intermittance”, che ti sostiene economicamente nel lavoro di artista”. Nella sua tasca sempre il sogno di poter vivere di danza e, magari, diventare la ballerina di una delle cantanti più famose del pop.
“Ho pensato di fare Amici – conclude – feci un’audizione ma non mi hanno chiamato. Ho 25 anni, il programma chiamata fino a 26, non si sa mai. La mia più grande aspirazione sarebbe continuare a lavorare nei teatri, magari come coreografa, e, guardando oltre, raggiungere i palcoscenici d’oltreoceano. Dopotutto non bisogna mai smettere di sognare e impegnarsi per quello che si ama, e io amo ballare”.






