Il comitato «Pro Ambiente» sollecita il dibattito con l’amministrazione comunale sull’impianto da 200mila tonnellate, mentre Regione e Arpa sollevano dubbi tecnici e procedurali
Sul progetto del nuovo “maxi-inceneritore” da 200mila tonnellate di rifiuti proposto a Modugno dalla società Adelfia Uno S.r.l., il quadro si farebbe sempre più fitto. Se da una parte i cittadini chiedono risposte, dall’altra ci sarebbe un progetto tecnico incerto e un silenzio che, secondo gli ambientalisti, sta cominciando a pesare.
Dubbi procedurali
Nelle ultime settimane, sia gli uffici della Regione Puglia sia l’Arpa avrebbero sollevato rilievi e forti perplessità sulla procedura. Secondo quanto denunciato dal comitato «Pro Ambiente», mancherebbero documentazioni essenziali relative all’impatto ambientale e alla sostenibilità dell’opera. In altre parole: prima di parlare di un impianto capace di trattare 200mila tonnellate di rifiuti, sembrerebbe ancora necessario chiarire se il progetto regga davvero alle verifiche tecniche. La stessa Arpa Puglia avrebbe infatti sospeso il parere, richiamando la necessità di ulteriori aggiunte e rilevazioni al progetto presentato.
Poche informazioni
La domanda che il comitato ambientale si pone è: “Perché i modugnesi non ne sanno abbastanza?” La documentazione, fanno sapere, sarebbe stata trasmessa al Comune già dal 1° settembre, ma l’amministrazione non avrebbe ancora pubblicato alcun atto ufficiale né un avviso informativo sul progetto. Un’assenza che giudicano non essere solo un dettaglio burocratico, perchè “riguarda il diritto dei cittadini a conoscere ciò che potrebbe cambiare il volto e il futuro del proprio territorio”.
Il silenzio, raccontano gli attivisti, sarebbe diventato ancora più evidente durante il recente Consiglio comunale aperto e monotematico dedicato alle questioni ambientali. Nonostante l’intervento dell’ambientalista Tino Ferrulli, in rappresentanza del comitato, il sindaco avrebbe preferito non prendere la parola. Silenzio anche, come evidenziato nella nota emessa dal gruppo verde, condiviso dai responsabili di settore. Una scelta che il comitato definisce «inaccettabile» e che lascerebbe, per gli scriventi, l’impressione di “un’amministrazione più attenta a evitare il confronto che a guidarlo”.
Non una polemica fine a se stessa, ci tengono a precisare, ma la necessità del cittadino di essere informato e di vivere in un territorio tutelato. “Non lasciare – recita la nota – che siano i comitati, i cittadini e le associazioni a dover scavare da soli tra documenti, rilievi e perplessità”.
Invito alla cittadinanza
Il comitato «Pro Ambiente» invita ora la cittadinanza, le associazioni e i comitati territoriali a partecipare alle prossime iniziative di mobilitazione. Le date e i luoghi di assemblee e manifestazioni saranno comunicati. Nel frattempo, il messaggio che vogliono lanciare è chiaro: “la tutela della salute e di un ambiente sano non è negoziabile – ribadiscono – e su un progetto così delicato Modugno non può permettersi di restare senza risposte”.
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