MODUGNO NON PUÒ CONTINUARE A PAGARE IL PREZZO DELL’INQUINAMENTO

MODUGNO NON PUÒ CONTINUARE A PAGARE IL PREZZO DELL’INQUINAMENTO

La richiesta di Casa del Popolo e Modugno Pacifista e Popolare è netta: niente nuovi impianti inquinanti, niente cementificazione degli spazi pubblici, sì a mobilità sostenibile e tutela della qualità dell’aria.

Casa del Popolo e Modugno Pacifista dicono No all’insediamento di impianti inquinanti a Modugno e rivedono uno schema ricorrente nelle richieste di insediamento. “Da anni – fanno sapere – a Modugno, sembra ripetersi uno schema pressoché immutabile: appena si insedia una nuova amministrazione, a prescindere dal colore politico, una società prova a portare sul territorio un inceneritore o un’attività ad altissimo impatto ambientale. Questa volta è la proposta di Adelfia Uno S.r.l., che prevede un impianto di co-incenerimento di combustibile solido secondario nell’area dell’ex Olearia Pugliese, lungo la Statale 96, con una capacità dichiarata di 200.000 tonnellate all’anno. Il progetto è ora sottoposto al procedimento autorizzativo unico regionale e alla consultazione pubblica, ma non ha ancora ricevuto alcuna autorizzazione”.

Una città già sotto pressione

Non una battaglia astratta. I dati resi noti dalla Città Metropolitana di Bari, sulla base delle rilevazioni validate da ARPA Puglia, indicano per i primi mesi del 2026 il superamento della soglia di allerta per le medie annue parziali di PM10 e NO2. Secondo la nota del medico Agostino Di Ciaula, presidente del Comitato scientifico di ISDE Puglia, le concentrazioni di PM10, PM2.5 e NO2 risultano superiori ai valori guida dell’Organizzazione mondiale della sanità, con una situazione che non appare episodica ma persistente nel periodo 2021-2026.

L’allarme sanitario non può essere ridotto a una semplice voce statistica. La stessa valutazione citata da Di Ciaula stima, per i primi cinque mesi del 2026, 7 decessi prematuri attribuibili all’esposizione al PM2.5, 4 al PM10 e 9 al NO2 tra i residenti over 30. Sono cifre che impongono risposte immediate: ridurre le emissioni, rafforzare i controlli, tutelare la salute dei cittadini e non aggiungere nuove fonti di pressione ambientale a un territorio già sotto stress.

No al co-inceneritore

Casa del Popolo e Modugno Pacifista e Popolare esprimono quindi la loro opposizione al progetto di Adelfia Uno e a ogni nuova grande opera che non tenga adeguatamente conto delle ricadute ambientali, sanitarie e sociali. Le promesse di posti di lavoro non possono diventare la copertura di scelte che scaricano sulla comunità rischi, emissioni e degrado. L’esperienza insegna che le proposte di insediamento di attività inquinanti hanno spesso trovato coperture politiche, dal livello regionale a quello locale.

La consultazione pubblica è un passaggio importante: le osservazioni dei cittadini, delle associazioni e degli enti entrano nel percorso di valutazione, che resta preliminare e non equivale a un nulla osta. È quindi necessario che il Comune assuma una posizione chiara, documentata e difensiva degli interessi della collettività, utilizzando tutti gli strumenti amministrativi disponibili.

Il parcheggio interrato: un’altra scelta sbagliata

La contrarietà non riguarda soltanto il co-inceneritore. Anche il progetto di parcheggio interrato solleva obiezioni serie, perché rischia di trasformare uno spazio pubblico in una fonte di profitto privato, con nuove colate di cemento e possibili ripercussioni su una peculiarità storica come il Cisternone, situato al di sotto della villa comunale.

Il nodo è politico prima ancora che tecnico: chi pagherà i costi dell’opera? Se le tariffe di sosta diventano lo strumento per ripagare l’intervento, mentre i benefici economici finiscono a società private, si ribalta il senso stesso del servizio pubblico. Gli spazi urbani devono rispondere ai bisogni della collettività, non diventare occasioni di rendita e speculazione.

Meno auto, più città

La soluzione non è costruire nuovi parcheggi nel cuore della città, ma riorganizzare la mobilità. Servono parcheggi di scambio nelle aree periferiche, collegati a un trasporto pubblico locale efficiente, sostenibile e gratuito, così da permettere a chi arriva da fuori di lasciare l’auto e raggiungere il centro senza congestionarlo.

“Vogliamo una città che restituisca spazio alle persone – affermano – non una città che continui a sacrificare suolo, salute e risorse pubbliche all’automobile. Difendere Modugno significa difendere la qualità dell’aria, il diritto alla salute, la memoria del territorio e la possibilità di un futuro diverso. Per questo la battaglia contro il co-inceneritore e contro il parcheggio interrato è una sola battaglia: quella per una città vivibile, democratica e non più destinata a pagare il prezzo dell’inquinamento”.

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