NO ALLA BIBLIOTECA, PORTE CHIUSE PER “CASA DEL POPOLO”

NO ALLA BIBLIOTECA, PORTE CHIUSE PER “CASA DEL POPOLO”

Per la presentazione del volume storico “Giacomo Matteotti. Un socialista contro la grande guerra”. Presentata formale contestazione

Volevano presentare il libro “Giacomo Matteotti. Un socialista contro la grande guerra” dello scrittore Gaetano Colantuono, ma per l’evento di “Casa del popolo” le porte della Biblioteca rimarranno chiuse. La richiesta della struttura era stata inoltrata il 9 giugno, per l’iniziativa calendarizzata per il 26. Ma il giorno dopo è arrivata la doccia fredda in quanto non è stato possibile autorizzare l’evento. La motivazione del diniego, ribadita anche durante colloqui telefonici tra i referenti dell’associazione e i responsabili del settore Politiche culturali di palazzo Santa Croce, sarebbe da ricercare nell’articolo 4 del Disciplinare per la concessione dei locali della biblioteca, che vieterebbe l’uso degli spazi a soggetti riconducibili ad “attività politica”. Ma “Casa del popolo” non ci sta e ha chiesto un immediato riesame inviando formale contestazione all’indirizzo non solo al primo cittadino Giuseppe Montebruno, ma anche all’assessore alla Cultura uscente Antonio Alfonsi; al dirigente Personale, Uffici, Politiche culturali, Biblioteca e Museo, Maria Raissa De Fazio; al Prefetto Francesco Russo; al sindaco della Città metropolitana Vito Leccese e ai componenti della I° Commissione Consiliare dell’ex Provincia.

La contestazione

L’associazione replica che l’articolo 4 si riferisce a partiti e movimenti politici, ma Casa del Popolo non rientra in queste casistiche. “Si tratta di un’associazione di promozione sociale – specificano nella contestazione – regolarmente costituita e operante da oltre dieci anni. Sul piano giuridico, essa è radicalmente distinta da partiti e movimenti politici. Assimilare le due fattispecie costituisce un errore giuridico grave, che non può fondare un provvedimento amministrativo legittimo”. L’iniziativa avrebbe avuto finalità esclusivamente culturali e storiografiche, analizzando il pensiero di una figura dal grande valore storico e politico per il panorama culturale italiano. “La presentazione di un saggio storico dedicato a Giacomo Matteotti – continua la nota – deputato socialista assassinato dal regime fascista nel 1924, figura centrale della storia parlamentare e democratica italiana, costituisce un atto di divulgazione culturale e storica, non un’iniziativa politica. Ogni altra interpretazione condurrebbe all’assurda conseguenza di vietare alle biblioteche pubbliche la presentazione di qualsiasi opera storica, biografica o saggistica che abbia per oggetto figure, movimenti o eventi della vita politica nazionale. Una biblioteca che esclude la storia del proprio Paese non adempie alla propria funzione istituzionale”. “Casa del popolo” solleva inoltre profili di illegittimità costituzionale del Disciplinare: a suo avviso la formula che esclude “iniziative riconducibili ad attività politica” è indeterminata e discrimina, contrastando con gli articoli 3, 18, 21 e 97 della Costituzione (uguaglianza, diritto di associazione, libertà di manifestazione del pensiero, imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione).

La richiesta del riesame della decisione

Si chiede, allora, il riesame immediato del provvedimento, la concessione della sala nella data richiesta e una revisione delle parti del Disciplinare ritenute dubbiamente costituzionali. Ma anche una risposta scritta entro dieci giorni e annuncia, in caso di esito negativo, l’intenzione di ricorrere a strumenti amministrativi e giudiziari, compreso il Tar, e di segnalare la vicenda all’Associazione nazionale anticorruzione (Anac) e al difensore civico. “Ci sia consentito – chiude la nota – richiamare che Giacomo Matteotti fu assassinato nel 1924 per aver esercitato il diritto di parola che gli spettava. È singolare e doloroso che, a un secolo di distanza, si debba ancora difendere il diritto di parlare di lui in una biblioteca pubblica finanziata dai cittadini”.

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