Sette morti stimate e settemila tonnellate di rifiuti con amianto tombati tra Modugno e Bitritto
C’è l’inchiesta “Retta via”, su presunte 7mila tonnellate di rifiuti con amianto tombati tra Modugno e Bitritto. E poi ci sono i dati allarmanti di Arpa e Città Metropolitana sulla qualità dell’aria. Al centro, ancora una volta, la crisi ambientale che tiene sotto pressione il territorio. Nei primi sei mesi del 2026, i monitoraggi di Arpa Puglia e della Città Metropolitana di Bari hanno registrato il superamento delle concentrazioni medie annue di PM10 e biossido di azoto (NO₂) nel comune di Modugno. Le soglie di allerta del Piano Regionale della Qualità dell’Aria sono state superate del 60%, sia per le polveri sottili sia per il gas inquinante legato principalmente al traffico veicolare.
La lettera di Di Ciaula
A lanciare l’allarme è Agostino Di Ciaula, presidente del Comitato scientifico dell’Isde (Medici per l’Ambiente), che in una lettera all’amministrazione comunale ha chiesto interventi urgenti. Secondo la valutazione di impatto sanitario riportata nel documento, nei primi cinque mesi del 2026 l’esposizione agli inquinanti avrebbe contribuito, tra i residenti di Modugno con più di 30 anni, a una stima di:
- 7 decessi prematuri attribuibili al PM2,5
- 4 decessi prematuri attribuibili al PM10
- 9 decessi prematuri attribuibili al NO₂
Di Ciaula sottolinea che non si tratta di un’emergenza limitata al 2026: i dati relativi al periodo 2021-2026 mostrerebbero una presenza persistente di concentrazioni di PM10 e NO₂ superiori ai valori guida dell’Organizzazione mondiale della sanità. Da qui la richiesta di una strategia strutturale: prevenzione primaria, coordinamento con i territori limitrofi e una programmazione di lungo periodo. «Non c’è più tempo da perdere», il messaggio rivolto all’amministrazione.
La “Bomba ecologica” sulla poligonale esterna
Sotto il tracciato della Poligonale esterna, l’opera da 22 milioni di euro destinata a migliorare la viabilità tra Bitritto e Modugno, l’inchiesta “Retta Via” ha scoperto una vasta area interessata dalla presenza di rifiuti speciali pericolosi. Secondo quanto emerso dalle indagini, circa 7.200 tonnellate di materiale, in prevalenza scarti edili contenenti fibre di amianto, sarebbero state frantumate, miscelate e utilizzate come materiale di riempimento per la realizzazione della strada, anziché essere smaltite secondo le procedure previste dalla legge.
I rilievi e le analisi effettuati dai tecnici di Arpa avrebbero rilevato la presenza di amianto, evidenziando una situazione di potenziale rischio per l’ambiente, anche in relazione alla vicinanza della falda acquifera e dei terreni agricoli circostanti.