Non rispettati alcuni parametri essenziali
Modugno resta fuori dall’elenco regionale dei Comuni ad economia prevalentemente turistica e delle Città d’arte. La revisione quinquennale avviata dalla Regione si è conclusa con la conferma di 92 Comuni, ma Modugno non compare tra le realtà riconosciute, perché non risulta in possesso dei parametri richiesti dalla normativa regionale.
Cosa ha deciso la Regione
La Sezione Turismo e Internazionalizzazione ha avviato il procedimento di verifica con la nota del 14 gennaio 2026, chiedendo ai Comuni iscritti all’elenco al 31 dicembre 2025 di trasmettere, entro 30 giorni, dichiarazione, relazione e documentazione comprovante il permanere dei requisiti. Il termine è stato poi prorogato al 30 giugno 2026. Delle 105 amministrazioni coinvolte, 92 hanno presentato la documentazione e hanno ottenuto la conferma dell’iscrizione. Altri 13 Comuni non hanno risposto alle comunicazioni regionali oppure non hanno inviato gli atti necessari alla verifica.
I parametri non rispettati
Per essere riconosciuto come Comune ad economia prevalentemente turistica, un ente deve possedere almeno quattro parametri, di cui due legati alla domanda turistica e due all’offerta turistica. Modugno non soddisfa i requisiti relativi all’offerta, secondo i dati disponibili.
I parametri previsti sono i seguenti:
- almeno 5,59 posti letto ricettivi ogni 100 abitanti;
- almeno 0,3 strutture ricettive ogni 1.000 abitanti;
- almeno l’1% di unità locali connesse al turismo sul totale delle unità locali;
- almeno il 10% di addetti nelle attività turistiche sul totale degli addetti delle unità locali.
La Regione ha inoltre precisato che i dati sulla domanda turistica derivano dall’ultima rilevazione Istat sul movimento dei clienti negli esercizi ricettivi, mentre quelli sull’offerta si basano sugli ultimi censimenti e sulle rilevazioni turistiche validate dall’Istituto nazionale di statistica.
Città d’arte: tre requisiti obbligatori
Anche per la qualifica di Città d’arte Modugno non ha superato la verifica. La normativa regionale prevede il possesso di almeno tre requisiti tra patrimonio monumentale, opere d’arte visibili al pubblico, musei, servizi culturali di rilievo provinciale, manifestazioni patrocinate dagli enti pubblici e presenza di domanda e offerta turistica. Tra i requisiti figura anche la presenza di almeno tre musei aperti al pubblico per almeno otto mesi all’anno, con un’offerta articolata di mostre e manifestazioni; almeno uno deve essere dedicato a storia, arte o archeologia ed essere di rilievo regionale.
Le conseguenze per il territorio
L’esclusione dall’elenco regionale non cancella il patrimonio storico e culturale di Modugno, ma può avere ricadute concrete in termini di visibilità, promozione turistica e accesso ad alcuni fondi. L’elenco, infatti, è utilizzato dalla Regione per individuare i Comuni che possiedono requisiti specifici in materia di turismo e cultura. La decisione arriva in un contesto in cui altre realtà della provincia barese hanno invece ottenuto la conferma: Bitonto, Terlizzi e Corato ad esempio, sono state ritenute idonee limitatamente alla qualifica di Città d’arte.
La risposta dal Comune
Da Palazzo Santa Croce fanno sapere che la non presenza di Modugno negli elenchi è legata al mancato rispetto di alcuni requisiti, ma al momento non sono pervenuti chiarimenti circa la natura dei parametri non rispettati e sulle eventuali attività e iniziative da mette in atto per far si che Modugno rientri, magari alla prossima verifica, nel novero delle città d’arte e a vocazione turistica.
Ciò che amareggia è che Modugno non sia priva di attrattive turistiche e bellezze architettoniche. Il Casale di Balsignano ha un indubbio valore storico/artistico culturale e nel centro storico di Modugno sono presenti palazzi che testimoniano il passaggio di varie epoche storiche sulla città. Tante sono state le iniziative per la valorizzazione di Balsignano e del centro storico, come ad esempio l’inserimento di cartelli turistici e pannelli esplicativi o l’organizzazione di eventi e rassegne nel Casale, ma evidentemente non sono bastate per far si che la città fosse insignita almeno del riconoscimento di città d’arte.