Nella chiesa Matrice di Modugno. Ad officiare l’omelia don Nicola Colatorti. I compagni di scuola: “Suoneremo per lei”
Un silenzio assordante ha accolto l’arrivo dei due feretri, quello di Greta Ruocco, di appena 14 anni, e del papà Massimo, 52 anni, nel piazzale della chiesa matrice di Modugno. Ad attenderli una folla di compagni di scuola di Greta e colleghi di lavoro di Massimo, per porgere l’ultimo saluto a due vite che, troppo presto, sono state spezzate a causa di un tragico incidente stradale sulla sp 236 avvenuto martedì sera, all’altezza di Sannicandro. Palloncini bianchi, magliette con l’immagine di una ragazza giovane, solare e sorridente. Così come la ricordano i tanti professori e compagni della scuola secondaria di primo grado Casavola di Modugno e il liceo musicale Don Lorenzo Milani di Acquaviva, dove Greta avrebbe dovuto, fra pochi giorni, iniziare la seconda classe nella sezione 2am.
La passione per la musica di Greta
L’amore per la musica della piccola Greta nasce sin da piccola. Adorava suonare e cantare. I suoi compagni di scuola la ricordano come una ragazza sorridente e positiva, sempre pronta ad aiutare gli altri, positiva e solare. «Suonavamo insieme – la ricordano alcuni compagni – la sua passione per la musica era fortissima. Adorava imparare nuovi brani e cimentarsi anche con quelli più complicati. Ci mancherà tantissimo, era una ragazza molto dolce e le volevamo tutti bene. Ora suoneremo per lei».
L’omelia
Ad officiare la celebrazione il parroco don Nicola Colatorti, che nell’omelia ha invitato i tanti amici e compagni di classe di Greta, che hanno affollato la chiesa, ad avere il coraggio di perseguire i loro sogni e le loro ambizioni, e di farlo anche per Greta. «Se non c’è una spiegazione dal punto di vista umano a questa tragedia, lo dobbiamo trovare dal punto di vista cristiano. Non dobbiamo vanificare la presenza di Greta nei nostri cuori. Greta vi sarà di ispirazione».
Il ricordo dei colleghi del papà Massimo
A dare l’ultimo saluto al papà di Greta, Massimo, che ha perso la vita con lei in quel tragico incidente, anche i colleghi autotrasportatori. Massimo lavorava per la Tramo trasporti, un’azienda di Milano e viene ricordato come un padre con un amore smisurato verso la famiglia e i tre figli.
«Massimo adorava i suoi figli – affermano i colleghi – ed era molto fiero del talento di Greta, che si stava impegnando ogni giorno per coltivarlo con studio e dedizione. Gli eravamo molto affezionati, era una brava persona, infaticabile lavoratore e padre affezionato».
Il messaggio di un professore del Don Lorenzo Milani ai ragazzi
Ma la tragedia accaduta, pur lasciando profonde cicatrici in quanti conoscevano e amavano Greta e Massimo, non deve cancellare l’orma positiva che hanno lasciato nei cuori dei loro cari. Il messaggio che uno dei professori di percussioni di Greta, Francesco Daniello ai compagni di Greta e hai giovani in generale, vuole dare è che questa tragedia deve essere una motivazione in più per aggrapparsi all’idea di poter migliorare sempre per far vivere Greta in questo modo.
GUARDA IL VIDEO DEL RICORDO QUI
Il volo dei palloncini bianchi all’uscita dei feretri dalla chiesa
L’arrivo del feretro di Massimo
Le magliette in onore di Greta

La chiesa Gremita
L’applauso commosso della comunità



