La richiesta dopo i dati allarmanti di ARPA Puglia e della Città Metropolitana di Bari e il ritrovamento di migliaia di tonnellate di materiali con possibile amianto nell’area della Poligonale
Nove consiglieri comunali di Modugno hanno formalmente richiesto la convocazione di un Consiglio comunale monotematico in adunanza aperta su “Qualità dell’aria, salute pubblica e criticità ambientali”, dopo i dati allarmanti di ARPA Puglia e della Città Metropolitana di Bari e il ritrovamento di migliaia di tonnellate di materiali con possibile amianto nell’area della Poligonale. La richiesta, protocollata il 21 agosto 2026, chiede audizioni di esperti, tra cui il medico Agostino Di Ciaula (ISDE), e il coinvolgimento dei Comuni limitrofi e degli enti tecnici regionali.
Allerta smog: PM10 e NO₂ sopra le soglie OMS e regionali
Secondo la comunicazione della Città Metropolitana di Bari, basata sui dati validati da ARPA Puglia, nei primi mesi del 2026 le medie parziali di PM10 e biossido di azoto (NO₂) a Modugno hanno superato la “soglia di alert” del 60% del valore limite annuale (40 µg/m³), ossia 24 µg/m³. Il superamento ha attivato l’obbligo per i Comuni interessati, tra cui Modugno, di adottare misure urgenti di limitazione del traffico e contenimento delle emissioni.
I dati presentati nella nota del dott. Di Ciaula, citata dai consiglieri, mostrano concentrazioni medie di PM10 nei primi sette mesi del 2026 pari a 21,35 µg/m³ nella zona ASI, 21,95 µg/m³ in via Maranda e 26,42 µg/m³ nel quartiere Cecilia, tutte superiori al valore guida OMS di 15 µg/m³. Per il NO₂, le medie rilevate sono di circa 44 µg/m³ nelle tre stazioni, contro un valore guida OMS di 10 µg/m³; il PM2.5 nella zona ASI risulta a 11,45 µg/m³, oltre il doppio del limite OMS di 5 µg/m³.
Stima di decessi prematuri e rischi per la salute
La stessa nota richiama una valutazione di impatto sanitario relativa ai primi cinque mesi del 2026, stimando per la popolazione over 30 di Modugno: 7 decessi prematuri attribuibili al PM2.5, 4 al PM10 e 9 al NO₂, con i relativi intervalli di confidenza. L’esposizione prolungata a questi inquinanti è associata a un aumento del rischio di patologie cardiovascolari, respiratorie, metaboliche e neurologiche, oltre che ad alcune forme tumorali, con particolare vulnerabilità per bambini, anziani e soggetti fragili.
Di Ciaula sottolinea che la criticità non è limitata al 2026: l’analisi della stazione EN03 (via Maranda) nel periodo 2021–2026 evidenzia una presenza persistente di PM10 e NO₂ sopra i valori OMS.
Inchiesta “Retta via”: 7.000 tonnellate di rifiuti, possibile amianto
All’allerta smog si aggiunge la vicenda emersa nell’inchiesta “Retta via”, riportata dalla stampa locale: nell’area sottostante la Poligonale esterna sarebbero state rinvenute circa 7.000 tonnellate di materiali abbandonati, in prevalenza scarti edili, tra cui materiali contenenti fibre di amianto. La vicinanza alla falda acquifera e ai terreni agricoli circostanti solleva profili di rischio per suolo, acque sotterranee e salute pubblica, oltre a questioni di responsabilità nella gestione, messa in sicurezza e smaltimento.
La richiesta dei consiglieri: un Consiglio “sovracomunale”
I nove consiglieri firmatari, Antonello Chessa, Giovanni Lomoro, Pasquale Paparella, Silvia Bellino, Michele Baldasarre, Domenico Gatti, Porzia Anna Trentadue, Vito Silvestri e Simona Vitucci, chiedono al Presidente del Consiglio Lorenzo Vasile e al sindaco Giuseppe Montebruno di convocare un Consiglio monotematico ai sensi dell’art. 47 del Regolamento, esteso ai Comuni limitrofi e ai territori interessati. L’obiettivo è un confronto istituzionale allargato per:
- esaminare i dati ARPA delle centraline EN02 (ASI), EN03 (via Maranda) ed EN04 (quartiere Cecilia);
- approfondire le criticità segnalate da Città Metropolitana e ARPA Puglia;
- analizzare le valutazioni scientifiche e sanitarie della nota Di Ciaula;
- verificare la situazione dei materiali con amianto alla Poligonale e i piani di bonifica;
- individuare interventi urgenti e una strategia di medio-lungo periodo;
- rafforzare il monitoraggio ambientale e sanitario e promuovere un coordinamento stabile con ARPA, ASL, Regione Puglia e gli altri enti competenti.
Esperti e istituzioni in aula: la richiesta di audizioni
La richiesta prevede espressamente l’audizione del dott. Agostino Di Ciaula, presidente del Comitato Scientifico dell’International Society of Doctors for Environment (ISDE), per illustrare in aula dati e impatti sanitari. Sono inoltre richiesti inviti formali ai Sindaci e alle amministrazioni dei Comuni limitrofi, a rappresentanti e tecnici di ARPA Puglia, ASL Bari, Regione Puglia e Città Metropolitana di Bari, oltre ad altri esperti indipendenti in materia di qualità dell’aria, epidemiologia ambientale, igiene e sanità pubblica, gestione rifiuti e bonifiche.
Il contesto regionale: investimenti sul monitoraggio e nuovi limiti UE
La questione modugnese si inserisce in un quadro regionale in movimento: la Giunta pugliese ha recentemente stanziato circa 2,64 milioni di euro per adeguare la rete di monitoraggio della qualità dell’aria e aggiornare l’inventario delle emissioni, in accordo con ARPA Puglia. A livello europeo, la nuova Direttiva sulla qualità dell’aria prevede, dal 2030, limiti più stringenti per PM2.5, PM10 e NO₂, spingendo Regioni e Comuni verso piani di riduzione delle emissioni più ambiziosi.
Prossimi passi: trasparenza, dati e piano d’azione
Con la richiesta di Consiglio monotematico, i consiglieri puntano a trasformare l’allerta in un percorso istituzionale strutturato: dati trasparenti, competenze tecniche in aula e un piano condiviso che superi i confini amministrativi di Modugno. La posta in gioco, come sintetizzato nella mozione, è chiara: “Non servono risposte isolate. Servono una visione comune, dati trasparenti, competenze e interventi coordinati” per tutelare ambiente e salute pubblica nell’intero territorio interessato.