AMMINISTRATIVE, DAL 9 APRILE AL VIA I COMIZI ELETTORALI. MA CHE SUCCEDE A MODUGNO?

AMMINISTRATIVE, DAL 9 APRILE AL VIA I COMIZI ELETTORALI. MA CHE SUCCEDE A MODUGNO?

Tutto dipenderà dalla decisione del Viminale, che però tarda ad arrivare

Via libera dalla Prefettura di Bari ai comizi elettorali per l’elezione diretta dei Sindaci e per il rinnovo dei Consigli comunali. Con Bitetto, Conversano, Corato, Grumo Appula, Locorotondo, Molfetta e Palo del Colle c’è anche Modugno, che sarà chiamata ad eleggere, domenica 24 e lunedì 25 maggio, il nuovo sindaco e 24 consiglieri, con eventuale ballottaggio il 7 e l’8 giugno. Ma mentre dal punto di vista burocratico le amministrative sono ai nastri di partenza, la città da quasi un mese è appesa su una parola: Scioglimento. Sebbene indiscrezioni interne giornalistiche avrebbero dato come data entro la quale ci sarebbe stata una risposta in tal senso a fine marzo, dal Viminale ancora tutto tace. L’attesa risulta snervante sia per i cittadini, che non sanno ancora se prepararsi a quello che sarebbe un secondo scioglimento per la città, sia per i vari partiti politici che non sanno ancora se organizzare le liste e far partire la campagna elettorale.

La ricostruzione della vicenda

Il terremoto inizia il 12 dicembre, quando dalla prefettura di Bari viene ufficializzata la nomina della Commissione d’indagine per il Comune, con il compito di verificare la possibile presenza di forme di infiltrazione o di condizionamento nella città di Modugno, in seguito all’indagine, avviata il 5 novembre, riguardante una presunta rete di voto di scambio politico-mafioso ed estorsione che ha portato all’arresto di 6 persone, tra cui l’allora assessore alle Attività Produttive, Antonio Lopez. Anche il primo cittadino Nicola Bonasia è stato iscritto nel registro degli indagati ed è stato ascoltato, per sua stessa richiesta, ad inizio dicembre. Il 27 gennaio Bonasia annuncia di non volersi ripresentare alle amministrative, rimettendo tutte le sue cariche, ma continuando a tenere il timone di un’assise che, da quel momento, inizia a perdere pezzi. Prima si dimettono i consiglieri di minoranza,  Pierino Losole, Antonello Chessa e Vincenzo Scelsi, poi quelli del Pd, Fabrizio Cramarossa e Vito Silvestri, con Simona Vitucci e Nicola Caputo, e quelle di Emanuele Cassano tra le fila della maggioranza. Chiudono il cerchio le dimissioni di Domenico Clementini, Lorenzo Vasile (maggioranza) e Gianfranco Fragassi. In minoranza rimane solo Domenico Montesano quando anche i due subentrati ai seggi della minoranza, Pinuccio Trentadue e Antonio Chiusolo, decidono di far parte della maggioranza. Ed è in questo clima politico, con un’assise tutta monocromatica con un unico dissidente, che la città si appresta a quella che potrebbe essere o la notizia dello scioglimento del Consiglio o una vera e propria corsa alle liste elettorali.

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