Inizio alle ore 15 con la “Passio Domini”, alle 19 la processione dei misteri con arrivo in via De Amicis per un momento di preghiera. Tutte le informazioni e l’itinerario
Come ogni anno torna l’attesissimo e suggestivo appuntamento con la processione dei misteri “U Monde” del venerdì santo. Dalle 15, con la “Passio domini” alla chiesa Sant’Agostino e alle 19 con l’avvio della processione, le antiche statue dei misteri sfileranno per tutto il centro città, in processione. Le 13 statue percorreranno un tragitto che partirà da via Piave, e toccherà via Frà Deodato Capitaneo, via Tagliamento, via Santa Lucia, Corso Umberto I, piazza G. Garibaldi, Corso V. Emanuele, piazza Capitaneo, via Roma, via A. Grandi, via Catania, via San G. Bosco, via X Marzo, via A. De Gasperi, piazza E. De Amicis, dove si svolgerà un momento di preghiera. In serata, la processione silenziosa del Crocifisso e la Messa in suffragio dei portatori defunti chiudono il programma.
Storia, origini e tradizione del Maritaggio
L’origine dei riti modugnesi è legata all’Opera Pia Sacro Monte di Pietà, che ordinò sette delle statue che sono quelle portate in processione, da qui il nome “U Monde”. Gesù nell’orto, Gesù alla colonna, Ecce Homo, Gesù carico della croce, il Calvario, Gesù Morto e l’Addolorata, sono le statue più antiche. A queste se ne aggiunsero altre fino ad arrivare ad un totale di quattordici statue, compreso il Legno Santo della croce. I misteri sono affidati a soci e custoditi nelle loro abitazioni. Solo due sono presso chiese: la statua del Calvario, nella chiesa di S.Agostino, e la statua del Gesù Morto, nella chiesa di S.Anna. Passio Domini. Anticamente, in occasione di questa festa, veniva attuato il “Maritaggio”: una ragazza orfana o povera (“zitella”) veniva sorteggiata per ricevere in dono il corredo nuziale o la dote, mentre venivano donate camicie ai poveri. I Portatori delle statue sono membri delle confraternite modugnesi, che si tramandano di generazione in generazione il ruolo d’onore di portatori delle statue.
L’augurio del parroco Nicola Sicolo
Il parroco don Nicola Sicolo ha voluto sottolineare il valore profondo di questi riti: «Ogni anno la comunità si raccoglie per rivivere il Mistero della Morte e della Resurrezione del Signore. Non è solo memoria di un evento passato: nella Passione di Cristo – ha spiegato il sacerdote – si concentrano tutte le ferite, le ingiustizie e le sofferenze che segnano la storia di ogni persona. Partecipare con fede ai riti della Settimana Santa è entrare in questa vicinanza salvifica, che trasforma il dolore umano in via di redenzione e speranza. La Risurrezione – aggiunge don Nicola Sicolo – apre l’orizzonte di una vita nuova, libera dal dolore e dalla morte. Invito tutti a vivere questi giorni con cuore raccolto e mani operose, lasciando che il mistero della Croce rinnovi in noi fede, speranza e carità.»
Con queste parole, il parroco richiama la comunità a vivere la Settimana Santa non solo come tradizione, ma come esperienza di rinnovamento spirituale profondo.






