Appello ai sindaci di Bari, Modugno e dell’ARO BA/2: “Servono subito tavolo tecnico, monitoraggi e scelte nette in favore dell’economia circolare”
Basta puzze nauseabonde e no senza appello alla Newo. Il Coordinamento dei comitati cittadini e delle associazioni ambientaliste chiede un intervento immediato delle istituzioni locali, sollecitando l’apertura del Tavolo tecnico permanente e un cambio di passo sulle politiche ambientali e di gestione dei rifiuti nell’area metropolitana di Bari.
In un comunicato, diffuso all’indomani dell’ennesima serata all’insegna di puzze e aria irrespirabile in città, i comitati parlano di una situazione di “emergenza miasmi”, che interessa in particolare i quartieri vicini alla zona industriale, tra cui il San Paolo di Bari e il territorio di Modugno. Secondo i firmatari, tra cui Zero Waste, Comitato Pro Ambiente Modugno, FARE Verde, Verdi per l’Ambiente, Modugno a 5 Stelle, Onda Verde Puglia, Facciamo Rete, Fronte Verde, Rete Civica “Una Città per Tutti”, A.I.L.A. Puglia Accessibile, “Villaggio del Lavoratore S. Paolo/Stanic” e altre realtà associative del territorio, l’eventuale presenza di un nuovo impianto ad alto impatto in un’area già gravata da odori persistenti rappresenterebbe un rischio non più sostenibile per la salute pubblica e per la qualità della vita dei residenti.
Il Coordinamento rivolge un appello diretto al nuovo sindaco di Modugno Beppe Montebruno, anche nella sua veste di presidente dell’ARO BA/2, chiedendo l’avvio immediato del Tavolo tecnico in continuità con il percorso già tracciato dalla precedente amministrazione. Sollecitano un confronto con il sindaco di Bari e della Città Metropolitana, Vito Leccese, e con gli altri primi cittadini dell’ambito territoriale, affinché si arrivi a una strategia condivisa.
Le richieste
Tra le richieste avanzate figurano un’indagine epidemiologica urgente, un monitoraggio olfattometrico rigoroso con il coinvolgimento di ARPA Puglia e un’analisi puntuale delle fonti dei miasmi già presenti sul territorio. I comitati chiedono inoltre di puntare con decisione su economia circolare, tracciabilità della filiera del riciclo e potenziamento dei Centri di Riuso, indicando questi strumenti come l’unica strada utile a superare l’ipotesi dell’incenerimento.
“Il Tavolo tecnico – dichiarano i firmatari – non dovrà essere soltanto un passaggio formale, ma un luogo capace di produrre soluzioni concrete e immediate. In caso contrario, scenderemo in piazza e ci faremo sentire, con maggiore forza. Con la salute pubblica non si scherza”.