BROVEDANI, CANCELLI CHIUSI A MODUGNO: “SERVONO RISPOSTE IMMEDIATE PER I 50 DIPENDENTI”

BROVEDANI, CANCELLI CHIUSI A MODUGNO: “SERVONO RISPOSTE IMMEDIATE PER I 50 DIPENDENTI”

Il Campo Largo di Modugno esprime preoccupazione per la situazione dello stabilimento nella zona industriale: l’azienda sarebbe stata trovata chiusa con i catenacci e senza comunicazioni ufficiali da parte della proprietà.

Preoccupazione a Modugno per la vicenda della Brovedani, azienda attiva nella zona industriale del territorio. Secondo quanto denunciato dalla coalizione del Campo Largo di Modugno, i cancelli dello stabilimento sarebbero stati trovati chiusi con i catenacci, senza che la proprietà abbia fornito comunicazioni ufficiali ai lavoratori.

Una situazione che, per la coalizione, rappresenta “un segnale allarmante” e richiede risposte immediate. L’assenza di informazioni ufficiali avrebbe lasciato nell’incertezza i circa 50 dipendenti dell’azienda, insieme alle loro famiglie.

“Non si può lasciare nell’incertezza chi ha continuato a svolgere il proprio lavoro con responsabilità e professionalità – sottolinea il Campo Largo – confidando negli impegni assunti nei tavoli istituzionali a tutela del sito produttivo di Bari e dei livelli occupazionali”.

La ricostruzione dei fatti

Il grave segnale ha mobilitato i lavoratori, che si sono radunati davanti allo stabilimento. La vicenda era stata preceduta dalla segnalazione di attività di movimentazione, presa e trasferimento di materiale di primaria importanza, tra cui prodotto finito pronto per la vendita. Dopo diversi tentativi di mettersi in contatto con l’azienda, i lavoratori hanno avuto un’interlocuzione con l’amministratore delegato.

Secondo quanto riferito dalle organizzazioni sindacali, l’amministratore delegato avrebbe motivato il trasferimento dei pezzi finiti con la necessità di consegnare al cliente lotti di produzione conformi. Il cliente, sempre secondo la ricostruzione sindacale, starebbe mettendo in discussione gli ordinativi e le commesse, comprese quelle già acquisite.

Preoccupazione per le commesse

La situazione viene considerata particolarmente preoccupante perché lo stabilimento di Bari è monocommittente. Un’eventuale riduzione o revisione degli ordinativi potrebbe aggravare ulteriormente il quadro occupazionale, già segnato da oltre due anni di ammortizzatori sociali, il cui utilizzo è prossimo alla scadenza.

Fim e Fiom di Bari, insieme alle Rsu della Brovedani, definiscono inaccettabile il comportamento dell’azienda per non aver informato tempestivamente le rappresentanze sindacali e le segreterie territoriali. I sindacati ricordano di seguire da tempo la vertenza e di aver coinvolto l’azienda presso il tavolo Sepac della Regione Puglia già dal 2025. L’ultimo incontro si sarebbe svolto il 18 giugno scorso.

Le richieste alla proprietà

Le organizzazioni sindacali chiedono alla Brovedani di rimuovere le catene dai cancelli, consentire un monitoraggio attivo delle attività svolte in questa fase e convocare un incontro chiarificatore sulle prospettive industriali dello stabilimento barese.

“Il sito di Bari non deve essere l’agnello sacrificale all’interno di una logica di ristrutturazione delle attività del gruppo Brovedani”, sostengono Fim e Fiom, ricordando la presenza dell’azienda anche in provincia di Pordenone, in Serbia e in Messico.

Sindacati e lavoratori sollecitano inoltre un intervento urgente delle istituzioni regionali e locali, con l’obiettivo di scongiurare scenari irreversibili e tutelare la continuità produttiva e l’occupazione.

Proclamato lo stato di agitazione

Fim e Fiom di Bari, insieme alle Rsu Brovedani, hanno proclamato lo stato di agitazione e annunciato l’intenzione di mettere in campo tutte le iniziative necessarie per salvaguardare il futuro dello stabilimento e i posti di lavoro.

Chiesto l’intervento delle istituzioni

La coalizione ha espresso piena vicinanza alle lavoratrici e ai lavoratori della Brovedani e ha chiesto alla proprietà di fare immediata chiarezza su quanto sta accadendo.

Contestualmente, l’appello è stato rivolto alla Regione Puglia e al Governo locale, affinché vengano intensificate tutte le iniziative necessarie a salvaguardare il futuro produttivo dello stabilimento e i posti di lavoro.

“Il lavoro è un valore fondamentale e non può essere trattato con il silenzio o con decisioni che alimentano solo paura e incertezza”, conclude il Campo Largo, chiedendo trasparenza, responsabilità e un confronto serio. “Modugno e il suo tessuto produttivo meritano rispetto”.

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