IL TEATRO FAVA DI MODUGNO SI ILLUMINA DI SPERANZA. E “LUCE FU”

IL TEATRO FAVA DI MODUGNO SI ILLUMINA DI SPERANZA. E “LUCE FU”

Franco Ferrante: “La pandemia può essere un modo per ripensare al teatro”

Al teatro Fava di Modugno “Luce fu”. La sala si è illuminata a giorno, evidenziando le poltrone vuote ma, allo stesso tempo, facendole uscire dal buio nel quale da un anno era piombato. A farlo tornare a vivere, sia pur per qualche ora, l’attore e membro dell’associazione Teatro scalo la Pecora Nera della Cittadella delle Arti Franco Ferrante e Michele Bia, regista, autore e direttore teatrale. Anche Modugno ha fatto sua l’iniziativa, tenutasi a livello nazionale, dei Teatri illuminati. Un flash mob per ricordare a tutti che c’è un mondo, quello dell’arte, che non è mai uscito dal lock-down. @FrancoFerrante ha voluto, a questo proposito, parlare della realtà teatrale modugnese.

“La condizione del teatro a Modugno era già ferma prima della pandemia – spiega – ma approfittando di questi momenti bui e di blocco si può ripensare a ciò che può essere fatto per migliorarla”.

Fondamentale sarebbe, secondo l’attore, creare una solida collaborazione con le istituzioni, che dovrebbero investire sul teatro e sostenerlo con, ad esempio, capitoli di spesa dedicati e facendo rete con le altre realtà del territorio.

“Quando aprimmo per la prima volta il Fava – ricorda – ospitammo Ottavia Piccolo, una grande attrice, e fu un successo. Abbiamo potuto creare qualcosa di bello grazie ad appoggi e finanziamenti regionali, ma se il teatro viene lasciato a sé stesso, oppure ad iniziative personali, non può andare avanti”.

Una delle proposte di Ferrante è quella di far rientrare il Fava nel circuito del Teatro Pubblico Pugliese, per darne la giusta visibilità e farlo conoscere. La ripartenza potrebbe quindi nascere proprio da questo periodo di crisi. Fa sapere, infatti, che è in lavorazione uno spettacolo teatrale, che potrebbe essere presentato a Modugno per la prima volta, che tratta del ruolo dell’artista in questo periodo.

“Nei momenti di conflitto bisogna rivedersi – conclude – stiamo pensando di produrre un lavoro teatrale, con una cordata di persone con cui lavoriamo, che tratti della condizione dell’artista in questo momento storico che è uguale a quella di 50 anni fa. Ma anche allora, come oggi, c’è stata l’uscita dal buio con la luce dell’arte”.

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