NEWO, CI RISIAMO

NEWO, CI RISIAMO

Il Consiglio di Stato accoglie il ricorso dell’azienda. Associazioni e sindaci nuovamente sul piede di guerra

«Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta), definitivamente pronunciando sull’appello (n. 10897/2021) lo accoglie e, per l’effetto, in riforma dell’impugnata sentenza, respinge il ricorso di primo grado ed i connessi motivi aggiunti. Compensa le spese del doppio grado di giudizio. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa». Con questevparole è stato accolto l’appello dell’azienda Newo, che aveva ricevuto l’autorizzazione dalla Regione per installare, sul territorio di Modugno, un impianto di assicombustione per l’incenerimento dei rifiuti.

La storia

Tutto parte nel 2016, quando la società Newo ha fatto la richiesta di realizzare un impianto avanzato – da 25 milioni d’investimento di cui 10 milioni finanziati dalla Regione – per l’incenerimento dei rifiuti con un metodo innovativo, l’ossicombustione. La Regione da semaforo verde ma i Comuni interessati Modugno, Palo, Bitetto, Grumo, Sannicandro e Bitritto, preso atto della decisione, complice il loro mancato coinvolgimento, si oppongono, anche sotto sollecitazione delle associazioni ambientali che si costituiscono in un movimento “No inceneritore”. L’allora sindaco Nicola Magrone convoca tutti i sindaci dell’Aro Ba2 e viene avviato il primo ricorso al Tar, affiancato anche da un ulteriore ricorso dei volontari. Il ricorso è accettato ma a questa decisione la Newo ha prodotto un contro ricorso al Consiglio di Stato, che l’ha accolto.

La reazione dei sindaci e delle associazioni

Dopo quest’ennisimo colpo di scena le associazioni ambientaliste e i sindaci dell’AroBa2 sono ritornate sul piede di guerra

«Non permetteremo che Modugno diventi la pattumiera della Puglia – tuona il presidente del comitato Pro Ambiente Tino Ferrulli – ne va della salute dei cittadini che deve essere tutelata. Continueremo ad opporci strenuamente all’inceneritore e ci attiveremo per ribadire il nostro fermo e deciso no».

Anche i sindaci dell’AroBa2 confermano che non accetteranno passivamente la decisione del Consiglio, promettendo di fare tutto il possibile per opporvisi

«Non ci fermeremo – scrive il sindaco di Modugno Nicola Bonasia sui social – continueremo a fare fronte comune, a lottare insieme, contro impianti ormai superati e dannosi come questo. Il nostro territorio non deve ospitare un inceneritore. La nostra terra non si tocca!».

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