LA COMPAGNIA IL MOSAICO PORTA IN SCENA OMBRE E MASCHERE DELL’UOMO MODERNO

LA COMPAGNIA IL MOSAICO PORTA IN SCENA OMBRE E MASCHERE DELL’UOMO MODERNO

Con lo spettacolo “Omaggio a Perfetti sconosciuti” si indaga su amicizia, identità e le mille sfaccettature della vita contemporanea

Non chiamatelo remake. Lo spettacolo “Omaggio a perfetti sconosciuti” va oltre la semplice trasposizione teatrale del film “Perfetti sconosciuti” e si trasforma in una riflessione profonda sull’umano, sulle sue maschere e sulla schizofrenia della società di oggi. Il nuovo spettacolo della compagnia Il Mosaico, adattamento di Angela P. Barile, porta in scena otto personaggi ad un crocevia di emozioni, paure e segreti: sul palco, la vita si svela in tutte le sue contraddizioni. La regia sceglie di spostare il baricentro dal tema del tradimento, ritenuto solo un pretesto narrativo, per concentrarsi sulle fragilità, sulle identità multiple e sulle sfumature che ogni individuo porta con sé. “L’uomo moderno non è mai solo uno – spiega il regista Enzo Proscia – ma si divide tra ruoli, aspettative e bisogni spesso contrastanti. Il pubblico viene così invitato a interrogarsi sulle proprie verità e sulle maschere che, giorno dopo giorno, indossa nella vita sociale”. La prima dello spettacolo andrà in scena domani, alle 19, sul palco modugnese della Sala Lucente, in viale della Repubblica. Si ripeterà sabato 7; 14 e 21 marzo alle 20 e le domeniche 8; 15 2 21 marzo alle 19. Il cast composto da Luigi Azzone, Rosanna D’Addato, Giorgia Fanelli, Emanuele Le Piane, Lucia Marella, David Mele, Francesco Piconio, Claudia Romagnolo, attori di lungo corso, ma anche qualcuno giovanissimo al loro debutto.

La compagnia

La compagnia Il Mosaico è nata nel 2007. “Ci occupavamo di cineforum e conferenze – racconta Proscia – poi nel 2010 ci siamo dedicati al teatro”. Torna a stupire dopo i successi de “Il letto ovale” (Quercia d’oro come miglior spettacolo 2024) e “Biondo platino quasi un giallo”, con premio, per Luigi Azzone, come miglior attore protagonista (20025). “Per questo spettacolo – spiega il regista – dopo che ho visto il film ho iniziato a pensare a come avrei visto io l’opera, i momenti salienti. Quando scrivo impiego tanto tempo, i miei amici dicono che ho tempi biblici, ma ho bisogno di macerare emozioni per poi produrre lo spettacolo che appassioni la gente, il pubblico, ho bisogno di sentirlo dentro”. Altra grande opera del regista è L’attesa, scritta qualche anno fa, che ha registrato un notevole successo di pubblico. “Sto scrivendo anche altre cose che spero di mettere in scena in autunno – fa sapere – come una mia versione del Giro del mondo in 80 giorni. Uno dei romanzi di Verne che mi ha sempre intrigato è viaggio al centro della terra, ma mentre stavo rileggendo il libro, nell’elenco è uscito questo titolo e mi è piaciuto il senso di avventura. Ora sto lavorando molto con i gialli”. L’elemento che contraddistingue la scrittura del regista Proscia è proprio la diversità. “Ora sto scrivendo una cosa un po’ più seriosa – rivela – scrivo contemporaneamente cose diverse. Si tratta di un lavoro sull’Alzheimer, un aspetto che conosco molto bene e da vicino. Vorrei parlarne con il senso di ironia surreale che mi contraddistingue”. La Sala Lucente di Modugno, cuore pulsante della vita culturale locale, fa da cornice a questa stagione teatrale ricca di sorprese. “Il teatro è un contenitore di storie e di comunità – conclude il regista – e Modugno sta dimostrando una voglia nuova di cultura, di confronto e di crescita”.


 

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