LACARRA INTERROGA IL VIMINALE: “I MODUGNESI MERITANO RISPOSTE IN TEMPI UTILI”

LACARRA INTERROGA IL VIMINALE: “I MODUGNESI MERITANO RISPOSTE IN TEMPI UTILI”

Un eventuale ritardo nella decisione comporterebbe un disagio agli elettori e alle compagini politiche

È trascorso più di un mese da quando la commissione di accesso agli atti, inviata dal Viminale dopo una grave inchiesta giudiziaria su compravendita di voti e voto di scambio politico-mafioso, ha concluso il suo lavoro, ma dal Viminale ancora nessun responso su quale sarà il destino di Modugno. Il termine ultimo della presentazione delle liste elettorali è sempre più vicino, ma sia i cittadini che i partiti e i movimenti civici che stanno scaldando i motori per la nuova tornata elettorale, non sanno se, alla fine, questa avrà effettivamente luogo.

L’interrogazione di Lacarra

Per fare chiarezza sul futuro politico e istituzionale della città, l’onorevole Marco Lacarra (PD) ha sottoscritto, con Serracchiani, Gianassi e Bonafè, un’interrogazione parlamentare. L’atto, rivolto al Ministro dell’Interno, chiede chiarezza sui tempi della decisione riguardante il possibile scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose.

Lacarra ricorda che la commissione di accesso agli atti, inviata dal Viminale dopo una grave inchiesta giudiziaria su compravendita di voti e voto di scambio politico-mafioso, ha concluso il suo lavoro da oltre un mese. Secondo notizie di stampa, il dossier sarebbe già sul tavolo del Ministero, pronto per un eventuale decreto di scioglimento. Tuttavia, spiega l’interrogazione, la legge prevede che la decisione definitiva – scioglimento o meno – arrivi in tempo utile per permettere ai cittadini di Modugno di andare alle urne in contemporanea con gli altri comuni italiani, nella finestra elettorale di maggio 2026.

“Non è accettabile – sottolinea Lacarra – che la città resti ancora nell’incertezza, rischiando di vedere prorogata la gestione commissariale per colpa di decisioni tardive”.

L’incognita dei tempi

L’interrogazione chiede al governo di assumere la propria determinazione in tempi compatibili con il calendario elettorale, affinché la comunità di Modugno non venga penalizzata rispetto agli altri comuni. Ma quello dei tempi è un aspetto che deve necessariamente essere considerato. Il Viminale si riunisce generalmente in seduta il mercoledì e il venerdì. Sempre da fonti giornalistiche, parrebbe che non sia stata calendarizzata una seduta per venerdì ma direttamente per mercoledì 22. Considerando che il termine ultimo della presentazione delle liste scadrebbe proprio il giorno dopo della seduta, e che non è detto che il punto su Modugno venga effettivamente trattato, come si comporteranno i contendenti delle amministrative 2026? Attenderanno un decisione e presenteranno tutto nell’ultimo giorno utile o opteranno per prepararsi ad una campagna elettorale che potrebbe essere bloccata in itinere? I modugnesi auspicano che l’interrogazione dell’onorevole possa sollecitare il responso e fare chiarezza.

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