Il segretario della Lega Modugno riferisce di presunte pressioni subite dall’area del candidato Beppe Montebruno
“Non voglio far parte di una storia che non mi piace”. Così il segretario cittadino della Lega Mario Pilolli, ai microfoni del blog Modugno Meridiana, ha commentato l’amara decisione del candidato Pierpaolo Ventrella di lasciare la corsa a primo cittadino. Lo fa con dovizia di particolari e raccontando una storia fatta di presunte pressioni arrivate dall’aria vicina all’attuale vicesindaco Beppe Mantebruno. Secondo l’esponente leghista, tutto sarebbe partito quando, in uno degli incontri effettuati nella formazione della coalizione del centrodestra, avrebbero avuto un colloquio con il candidato delle civiche.
“Avevamo un sogno, quello di ricostruire il centrodestra a Modugno – dichiara amaramente Pilolli – Dopo vent’anni ci eravamo riusciti. Seppure sotto il peso di un commissariamento, abbiamo iniziato con l’espletamento degli obblighi. Durante uno di questi lavori, abbiamo ricevuto in una delle nostre sedi Beppe Montebruno, che ci invitava ad una alleanza a patto che trasformassimo i nostri simboli in semplici liste civiche”.
Al netto rifiuto sarebbero seguite delle “spiacevoli e scorrette intromissioni”, con l’intento di dividere le famiglie, “tra cui la mia”( quella di Pilolli ndr.). Le pressioni non si sarebbero fermate, nonostante i tre della coalizione avesso cercato di resistere.
“Ho ricevuto da un esponente politico il consiglio di fare un passo indietro – commenta – ed entrare nella coalizione di Montebruno con le liste civiche. Si vince al primo turno, mi dicevano con entusiasmo. Pensa a te”.
Ma non sarebbe finita. Anche lo stesso candidato Pierpaolo Ventrella avrebbe ricevuto una serie di telefonate e messaggi che lo invitavano ad abbandonare il sogno di correre come primo cittadino e entrare nell’area del civismo, da parte dello stesso segretario provinciale.
“Più che un invito sembrava un ordine – prosegue Pilolli – divenuto perentorio, visto che tardava ad inviare la delega per rappresentare la lista”. Il tutto allo scuro degli altri due partiti della coalizione, Lega e Forza Italia. “Ho tralasciato particolari vergognosi – afferma- che non fanno onore a quanti hanno voluto imporre questa scelta inaccettabile”.
Tutto ciò, secondo il leader cittadino del partito di Matteo Salvini, sarebbe inaccettabile e avrebbe distrutto un lavoro già faticosamente avviato, per pura ambizione.
“Sono in politica da trent’anni – conclude – non inseguo una poltrona, volevo solo contribuire alla crescita del mio paese. Io al contrario di qualcuno, non tradisco gli ideali di destra, passando a sinistra per pura convenienza. Non inseguo incarichi per un posto sicuro, non posso sopportare questa mancanza di coerenza, ne andrebbe della mia credibilità che reputo più importante di un posto in Giunta”.
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