I sette dettami del Viminale che riscontra gestioni irregolari ma non prove sufficienti di contatti con ambiti mafiosi
Sarà un’amministrazione sotto stretta sorveglianza quella che governerà, per i prossimi cinque anni, Modugno. Il Ministero dell’Interno ha chiuso ufficialmente il procedimento di accertamento avviato nei confronti del Comune di Modugno, sospinto da segnalazioni di irregolarità amministrative e possibili infiltrazioni criminali. Il decreto, firmato dal Ministro Piantedosi il 22 aprile 2026, non ha ravvisato elementi sufficienti per lo scioglimento degli organi elettivi, ma ha imposto una serie di prescrizioni per rafforzare la trasparenza e la legalità nell’ente.
Le verifiche e le conclusioni
Tutto ha avuto inizio il 4 dicembre 2025, quando il Prefetto di Bari fu delegato dal Ministero a esercitare poteri ispettivi sul Comune di Modugno, secondo quanto previsto dal decreto legge n. 629/1982. A seguito di una commissione d’indagine istituita il 12 dicembre 2025, sono emerse “diverse situazioni di illiceità, irregolarità amministrative e disfunzioni gestionali”, si legge nel decreto ministeriale, che hanno destato preoccupazione circa il rispetto del buon andamento della macchina comunale.
Tuttavia, “non sono emersi elementi tali da provare collegamenti, diretti o indiretti, con la criminalità organizzata né un’alterazione sostanziale del funzionamento dell’amministrazione comunale”. Una posizione in linea con la recente giurisprudenza del Consiglio di Stato, che tutela la volontà popolare e l’autonomia degli enti locali in assenza di prove concrete di condizionamento mafioso.
Le prescrizioni e il futuro del Comune
Pur evitando il commissariamento, il Ministero ha imposto al sindaco e all’amministrazione una serie di azioni correttive, tra cui:
- Verifiche sulle procedure di subappalto e affidamento di lavori e servizi
- Adozione di linee guida per la trasparenza e la legalità negli affidamenti, specie in casi d’urgenza
- Procedure per gestire eventuali incompatibilità negli organi elettivi
- Trasmissione mensile al prefetto di Bari dei contratti e della documentazione amministrativa
- Aggiornamento dell’albo dei fornitori, per garantire trasparenza, rotazione e pari trattamento
- Revisione dei regolamenti sulle assunzioni e rotazione degli incarichi nelle commissioni aggiudicatrici
- Sottoscrizione di un protocollo di legalità con la Prefettura di Bari, per rafforzare i controlli antimafia e gli strumenti di prevenzione della corruzione
Il pieno risanamento dell’ente sarà quindi affidato alla futura amministrazione, che sarà eletta nelle prossime elezioni comunali del 24 e 25 maggio. Il sindaco dovrà relazionare periodicamente al prefetto sulle azioni intraprese, mentre il prefetto informerà il Ministero sugli sviluppi entro sei mesi. Non un commissariamento, quindi, ma una profonda azione di rinnovamento amministrativo, sotto la costante vigilanza delle istituzioni statali.