In una conferenza stampa il candidato della destra spiega le dinamiche che l’hanno costretto al passo indietro
La conferenza stampa di Pierpaolo Ventrella, candidato sindaco di destra, si è trasformata in una cronaca vivida delle turbolenze politiche che hanno sconvolto il centrodestra modugnese a pochi giorni dalla presentazione delle liste. Raccontando la sequenza degli eventi, Ventrella ha ricostruito con dovizia di particolari il percorso che ha portato alla mancata presentazione della lista di Fratelli d’Italia, puntando il dito contro decisioni prese “dall’alto” e contro una gestione che definisce improvvisata e dannosa per la città.
Secondo quanto riferito, a quattro giorni dalla scadenza per la presentazione delle candidature, la svolta decisiva: “Picaro mi chiama e mi dice che, in base a un’analisi con altri segretari provinciali, non superiamo l’8%. Per questo non mi dà la delega per l’uso del simbolo.” Un colpo durissimo che, di fatto, ha precluso la partecipazione ufficiale della lista di partito alle amministrative. “Venendo meno il simbolo, abbiamo deciso di non presentarci.”
Ventrella ricorda come la decisione di puntare su una lista di partito fosse maturata da tempo, “perché era tempo che i partiti si riprendessero la gestione della res publica”, e denuncia come l’improvvisazione e il doppio standard abbiano penalizzato Modugno rispetto ad altre realtà, come Molfetta, dove invece la presentazione con una lista civica è stata autorizzata.
Il candidato racconta poi le difficoltà burocratiche, i tentativi di mediazione con altri esponenti politici come Beppe Montebruno, Tosca e Catinella, e la delusione per la richiesta di togliere i simboli in favore di una lista civica: “Abbiamo detto no perché volevamo riportare i partiti all’interno dell’istituzione pubblica. Non siamo pagliacci. Non si può continuare con l’improvvisazione politica”.
Il racconto si fa ancora più amaro quando Ventrella denuncia la mancanza di trasparenza sul reale motivo della decisione: “Picaro mi aveva detto che più dell’8% non prendevamo, ma sulla base di quali dati?” E poi il gelo definitivo: “Alle 13 mi squilla il telefono e mi dice che, in accordo con gli altri due provinciali, di non far presentare le liste. Gelo, abbiamo mandato a mare tutto il lavoro.”
Delusione, rabbia, senso di ingiustizia: “Tutto crollato nel giro di due minuti. Quando ho trasmesso questa decisione a Pilolli e Caprio c’è stato lo sgomento e abbiamo scoperto che i due provinciali di Lega e Forza Italia non ne sapevano nulla.” Ventrella rimarca il “doppio pesismo” tra Modugno e altre città, sottolineando le proteste di diversi parlamentari di Fratelli d’Italia e denuncia le voci per cui avrebbe accettato di fare un passo indietro per accettare un posto come assessore dell’area civica dichiarando: “Balle colossali, la mia dignità non è in vendita”. Con fermezza, annuncia che rimetterà il mandato da coordinatore cittadino: “Gli unici che mi possono rimettere le dimissioni sono gli iscritti. Vogliamo agire nel rispetto dello statuto del nostro partito.” E conclude con un appello alla chiarezza: “Vorrò spiegazioni tangibili e non chiacchiere.”