Per il video “Le Fèmur parisien” sulla connessione tra la Torre Eiffel e lo studio di un femore umano. GUARDA VIDEO
Per fare la Torre Eiffel ci è voluto un femore. Lo sanno bene Francesco Clemente, Carmen Fusco, prof. Scagliola, Nicole Ladisa e Serena Sardone della classe 3D del Liceo delle Scienze Applicate “Tommaso Fiore” di Modugno, che hanno ottenuto un riconoscimento di eccellenza al concorso di fisica “Scienza per tutti”, aggiudicandosi il 1° Premio con il video dal titolo “Le Fèmur parisien”. Il lavoro, frutto di un’attenta osservazione e di una rigorosa impostazione scientifica, ha colpito la giuria per la capacità di coniugare divulgazione, creatività e contenuto tecnico.
Nel video gli studenti illustrano come il principio strutturale che sostiene la celebre Torre Eiffel presenti sorprendenti analogie con la struttura del femore umano. Attraverso riprese, modelli e spiegazioni chiare, la classe ha messo in luce il rapporto profondo tra natura e ingegneria, mostrando come leggi fisiche e soluzioni progettuali si ritrovino tanto nelle costruzioni antropiche quanto negli organismi viventi. Il risultato è un percorso divulgativo che avvicina concetti complessi a un pubblico più ampio senza rinunciare alla correttezza scientifica.
Il premio rappresenta un riconoscimento all’impegno, alla passione e alla capacità di lavorare in squadra degli studenti, che hanno saputo trasformare curiosità e competenze in un progetto coerente e accattivante. Fondamentale è stato il supporto del docente A. Scagliola, che con competenza e dedizione ha guidato il gruppo nella ricerca, nella progettazione e nella realizzazione del video.
Il premio
Il tema del concorso di quest’anno è stato la fisica in medicina, declinabile in vari modi. Sono stati proprio i ragazzi a scegliere l’associazione tra il femore e il monumento francese. “Ho chiesto ai ragazzi di stilare un elenco di possibili argomenti – spiega il professore – da trattare ce n’erano diversi interessanti. Dopo un’attenta revisione, ho consigliato la resistenza delle ossa, che avrebbe permesso di sviluppare le basi della teoria dell’elasticità dei materiali”. Il lavoro è stato suddiviso in cinque parti e ognuno dei ragazzi ha effettuato autonomamente una ricerca su quanto assegnatogli. “Sotto la mia supervisione – fa sapere – hanno messo tutto insieme, tagliando il superfluo. In questa fase è anche venuta fuori l’idea di creare un dialogo, che, a mio parere, ha reso il video più fluente”.
Le dichiarazioni dei ragazzi
Ad interessare i ragazzi al progetto non solo la possibilità di mettersi in gioco in una competizione a livello nazionale, ma la curiosità di capire le connessioni tra il corpo umano e l’architettura.
“Mi ha molto interessato il funzionamento fisico di come una struttura possa essere più o meno efficiente – spiega Francesco Clemente – in base alla distribuzione del peso. In particolare, di come avviene la distribuzione del peso nel femore.”
Altro aspetto interessante quello di poter mettere in pratica le nozioni di fisica nella vita di ogni giorno.
“Mi è piaciuto poter cercare applicazioni della fisica in qualcosa con cui abbiamo a che fare tutti i giorni – commenta Carmen Fusco – per dimostrare che non è una materia che si trova solo nei libri. Inoltre, il confronto delle proprietà di un osso con qualcosa di “non umano” è stato difficile da “accettare” all’inizio, ma è stato un approfondimento interessante.”
A rendere l’attività più interessante anche l’utilizzo del linguaggio delle immagini
“Mi è piaciuto molto realizzare questo video – conclude Nicole Ladisa – perché mi ha permesso di capire meglio come la fisica sia collegata al corpo umano e alla medicina. Studiando il femore, abbiamo scoperto come riesce a sopportare forze e pressioni durante i movimenti quotidiani e quale ruolo ha nel sostenere il nostro corpo. Questo lavoro mi ha aiutato a vedere in modo concreto ciò che studiamo in teoria, mostrando quanto la fisica sia presente nella vita di tutti i giorni. Inoltre, collaborare in gruppo usando immagini e video ha reso l’attività più chiara, interessante e coinvolgente.”