Assemblea-presidio davanti ai cancelli della fabbrica. Attesi l’assessore regionale Di Sciascio, il presidente del Sepac Caroli e le istituzioni locali
Si fa sempre più difficile la situazione per i 44 lavoratori dello stabilimento Brovedani di Modugno. L’azienda non riaprirà a settembre e, al momento, lo scenario per il sito produttivo barese appare particolarmente preoccupante.
La conferma è arrivata dall’amministratore delegato del Gruppo Brovedani, che ha comunicato ai sindacati la cancellazione degli ordini da parte dell’unico cliente dello stabilimento. Di conseguenza, la produzione non ripartirà lunedì 7 settembre. L’azienda ha inoltre proceduto alla sostituzione delle chiavi dei cancelli: nessun dipendente potrà accedere al sito produttivo fino a una data ancora da definire.
È questo l’esito dell’incontro svoltosi in Regione Puglia tra i rappresentanti aziendali e le organizzazioni sindacali, alla presenza dell’assessore regionale allo Sviluppo economico e al Lavoro, Emanuele Di Sciascio, e di Leo Caroli, presidente della task force regionale sulle crisi occupazionali e del Sepac.
L’azienda punta su San Vito
Durante il tavolo, l’azienda avrebbe motivato la perdita delle commesse con la scarsa competitività dello stabilimento di Modugno rispetto alle imprese cinesi, in particolare per i costi delle materie prime e dell’energia. Nel corso dell’incontro è stata richiamata anche la crisi del settore automotive, che secondo la società sarebbe legata, tra gli altri fattori, alle scelte dell’Unione europea.
I sindacati contestano però l’assenza di una strategia concreta per il futuro dello stabilimento. Secondo quanto riportato nel comunicato di Fim-Cisl e Fiom-Cgil, le organizzazioni sindacali avrebbero sollecitato da almeno due anni la ricerca di nuove commesse e la riconversione delle produzioni.
A rendere ancora più pesante il quadro è la scelta del gruppo di concentrare gli investimenti sul solo stabilimento di San Vito al Tagliamento, in provincia di Pordenone. Per i lavoratori di Modugno, dunque, il rischio è quello di restare senza occupazione e senza prospettive.
La parola “licenziamento” non è stata ancora pronunciata ufficialmente, ma i dipendenti sono attualmente in contratto di solidarietà per tutto il mese di settembre. Il prossimo passaggio sarà l’incontro fissato per il 2 settembre con il Ministero del Made in Italy, durante il quale si cercheranno soluzioni per garantire la continuità occupazionale, anche attraverso un’eventuale ricollocazione interna o esterna.
Assemblea-presidio ai cancelli
Questa mattina è stata convocata un’assemblea-presidio davanti ai cancelli della Brovedani. All’iniziativa hanno partecipato l’assessore regionale Di Sciascio, Leo Caroli e altre istituzioni locali e regionali.
I lavoratori e le organizzazioni sindacali hanno lanciato un appello: «Vorremmo un supporto da parte di tutti voi. Siamo fermamente convinti che non possono restare senza futuro né i lavoratori né il sito produttivo». L’invito è rivolto anche al sindaco e alle autorità competenti, affinché continuino a seguire da vicino la vertenza.
Il comunicato di Giovanni Lomoro
Sulla vicenda è intervenuto anche Giovanni Lomoro, consigliere comunale di minoranza a Modugno. Lomoro ha riferito di essere stato nuovamente al presidio davanti ai cancelli della fabbrica, ringraziando l’assessore regionale Di Sciascio e il presidente del Sepac Caroli per la loro presenza e per gli aggiornamenti sugli esiti del tavolo convocato il giorno precedente, al quale aveva partecipato anche il sindaco di Mola, Colonna.
«Hanno confermato e ribadito l’assoluta presenza e attenzione delle istituzioni regionali su una vertenza che rischia di portare, entro il prossimo 3 ottobre, al licenziamento di quasi 50 dipendenti», scrive Lomoro.
Il consigliere definisce «inquietante» lo scenario delineato dai rappresentanti aziendali, che avrebbero confermato la volontà di investire esclusivamente sullo stabilimento di San Vito al Tagliamento.
Lomoro sottolinea inoltre il ruolo dei rappresentanti sindacali, che hanno illustrato la gravità della situazione chiedendo anche agli organi di stampa e alle forze politiche di mantenere alta l’attenzione e di continuare a lavorare insieme, nel tentativo di «evitare che presto quasi 50 famiglie possano ritrovarsi senza un lavoro e senza un futuro».
«Come già anticipato nel primo incontro – prosegue il comunicato – tanto in qualità di dirigente del Psi, quanto come consigliere comunale di Modugno, unitamente ai colleghi consiglieri di coalizione e alle forze politiche che ne fanno parte, saremo sempre in prima linea e vicini ai lavoratori e alle loro famiglie».
Infine, Lomoro richiama il valore strategico dell’area industriale Bari-Modugno, storicamente caratterizzata dalla presenza di importanti insediamenti del settore automotive. «La crisi europea del settore continuerà ad accrescere le ricadute anche nel nostro territorio in assenza di politiche strutturali che, da Bruxelles in giù, sono le uniche possibili a poter invertire la rotta», conclude.
La vertenza Brovedani resta quindi aperta. L’obiettivo dei lavoratori, dei sindacati e delle istituzioni è scongiurare i licenziamenti e salvaguardare non solo i posti di lavoro, ma anche il futuro del sito produttivo di Modugno.




