Dopo settimane di tensione, è stato siglato l’accordo che mette in sicurezza i 44 lavoratori dello stabilimento Brovedani di Modugno
Si sblocca la vertenza Brovedani di Modugno. Dopo l’annuncio, a fine agosto, della volontà dell’azienda di chiudere lo stabilimento pugliese per concentrare la produzione a San Vito al Tagliamento (Pordenone), è arrivata la svolta: lunedì è stato sottoscritto a Bari, nel Palazzo della Presidenza regionale, l’accordo tra le parti per scongiurare i licenziamenti dei 44 dipendenti.
L’intesa, raggiunta nell’ambito del tavolo Sepac della Regione Puglia, prevede l’attivazione della cassa integrazione guadagni straordinaria (Cigs) a partire dal 4 ottobre, garantendo così la continuità del sostegno al reddito per i lavoratori. Oggi, intanto, si è tenuto a Roma un nuovo vertice al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), dedicato alle prospettive industriali del sito di Modugno.
La manifestazione d’interesse per un nuovo investitore
Al tavolo convocato oggi al Mimit, l’azienda friulana – attiva nel settore automotive – si è impegnata a lanciare una manifestazione d’interesse per individuare un potenziale investitore entro dieci giorni. L’obiettivo è avviare un percorso concreto di reindustrializzazione del polo, considerato l’unico modo per garantire la continuità occupazionale dei 44 lavoratori in organico.
La Brovedani aveva chiuso lo stabilimento di Modugno ad agosto, dopo aver esaurito le produzioni per l’unico committente, Hitachi. Da quel momento si sono moltiplicate le interlocuzioni tra Mimit, Regione Puglia e Brovedani per tutelare i dipendenti e trovare una soluzione industriale per il sito.
Il contesto della crisi e la posizione delle istituzioni
Secondo quanto comunicato dall’azienda, la decisione di chiudere lo stabilimento è stata influenzata dalla grave crisi che sta attraversando il mercato dell’automotive e dalla mancanza di idonei strumenti di supporto a livello nazionale ed europeo per il settore. La Regione Puglia, da parte sua, si è impegnata a “fare tutto ciò che è possibile concretamente”, garantendo la sicurezza dei lavoratori prima del 3 ottobre, termine del contratto di solidarietà allora in vigore.
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha escluso categoricamente qualsiasi ipotesi di chiusura definitiva per lo stabilimento Brovedani di Modugno, puntando invece al rilancio del sito pugliese. L’azienda, infatti, conta circa 250 dipendenti nello stabilimento di San Vito al Tagliamento e 50 lavoratori nel sito di Modugno, dove la riduzione delle commesse aveva generato una fase di difficoltà.
I prossimi passi
L’intesa siglata a Bari impegna le parti a lavorare per la nuova industrializzazione del sito, considerata la prospettiva necessaria per dare continuità produttiva e occupazionale allo stabilimento. La ricerca di un nuovo soggetto industriale per lo stabilimento Brovedani di Modugno entra ora in una fase più concreta, con l’obiettivo condiviso di costruire una prospettiva di reindustrializzazione capace di garantire la continuità occupazionale dei 44 lavoratori in organico.