BITETTO NON HA DUBBI E CHIEDE IL NO AD ADELFIA 1: “IMPATTO INSANABILE SU ARIA, SALUTE E TERRITORIO”

BITETTO NON HA DUBBI E CHIEDE IL NO AD ADELFIA 1: “IMPATTO INSANABILE SU ARIA, SALUTE E TERRITORIO”

Tra le richieste: sospensione del procedimento, valutazione di incidenza sanitaria ex ante, inchiesta pubblica e piena partecipazione dei Comuni contermini

Mentre il comune di Modugno, nel parere stilato sul caso “Adelfia 1” chiede chiarimenti, il comune di Bitetto non sembrerebbe avere dubbi nel dichiarare, forte e chiaro, il No all’insediamento in un nuovo impianto di incenerimento rifiuti sul territorio limitrofo. Anche Bitetto, ha depositato, a firma della sindaca Fiorenza Pascazio, formali osservazioni, di parere indiscutibilmente contrario, nel procedimento di Provvedimento autorizzativo unico regionale (Paur) relativo al progetto di impianto di coincenerimento di combustibile solido secondario (Css) proposto da Adelfia Uno S.r.l., localizzato nell’area ASI Bari-Modugno lungo la Statale 96, con capacità prevista di 200 mila tonnellate di rifiuti all’anno e una potenza elettrica nominale di 25 megawatt.

La memoria istituzionale, depositata, chiede alla Regione Puglia e alle autorità competenti di esprimere un giudizio negativo di compatibilità ambientale e di dichiarare l’inammissibilità o l’improcedibilità dell’istanza, ritenendo l’impianto incompatibile con la tutela della qualità dell’aria, della salute pubblica e dell’assetto territoriale dell’hinterland barese.

Vizi procedurali e termini ridotti

Il Comune solleva anzitutto eccezioni pregiudiziali sulla regolarità dell’iter. La nota di avvio regionale avrebbe ridotto a soli 20 giorni il termine per le osservazioni pubbliche, applicando erroneamente le deroghe della struttura commissariale Zes nonostante la pratica sia ricondotta al regime ordinario del Paur. Bitetto rileva la violazione dell’articolo 6, paragrafo 7, della Direttiva 2011/92/UE, e dell’articolo 24, comma 2, del D.Lgs. 152/2006, chiedendo la rimessione in termini per il pubblico e i Comuni.

Sono inoltre contestati la pubblicazione di elaborati tecnici essenziali esclusivamente in formato cifrato .p7m, in contrasto con il Codice dell’Amministrazione Digitale, e presunti vizi nella firma digitale del tecnico abilitato sugli elaborati Aia, risultata non valida o scaduta alla data di trasmissione della nota di attivazione del procedimento. Il Comune segnala infine errori materiali nell’avviso pubblico, con gli indirizzi Pec di Bari e Modugno scambiati tra loro.

Pianificazione rifiuti e provenienza del CSS

Sul piano della pianificazione regionale, Bitetto rileva che nessun documento di piano individua un impianto di coincenerimento da 200 mila tonnellate annue nell’area Asi barese come intervento programmato o necessario. Il Comune chiede che il proponente distingua analiticamente tra CSS classificato come rifiuto, e CSS-Combustibile, evitando che il coincenerimento sottragga materiali recuperabili alle filiere di riciclo.

Manca inoltre, secondo il Comune, un bilancio di massa annuale verificabile che specifichi origine geografica e merceologica dei rifiuti, quantitativi respinti, residui di combustione, acque reflue e impianti di destinazione finale. Bitetto teme che la capacità dell’impianto possa determinare una dipendenza da flussi extra-regionali o esteri, invertendo la gerarchia comunitaria dei rifiuti.

Aria, salute e limiti europei 2030

Il nodo centrale delle osservazioni riguarda la qualità dell’aria. Il Comune richiama il nuovo Piano regionale della Qualità dell’aria, che introduce obiettivi vincolanti al 2028 e 2030 allineati alla Direttiva UE 2024/2881. Secondo i dati ARPA citati, l’area Bari-Modugno registra già superamenti parziali di PM10 e NO2, con attivazione della soglia di allert e insediamento del Tavolo Tecnico previsto dalle norme tecniche di attuazione.

Bitetto evidenzia che i limiti europei al 2030 — PM10 annuale a 20 microgrammi per metro cubo, PM2,5 a 10 e NO2 a 20 — risultano già superati strutturalmente nel territorio, con medie parziali tra 21,3 e 23,4 microgrammi per metro cubo di PM10 e oltre 140 giorni nel semestre sopra le linee guida OMS. L’inserimento di una nuova macro-sorgente da 200 mila tonnellate annue, avverte il Comune, rischierebbe di vanificare i sacrifici già imposti a cittadinanza e amministrazioni locali.

Impatti cumulativi e richiesta di VIS

Il documento critica l’omessa valutazione cumulativa con l’impianto NEWO S.p.A., autorizzato a dicembre 2023 per 96 mila tonnellate annue: l’attivazione congiunta delle due installazioni porterebbe la capacità di incenerimento nell’area a circa 300 mila tonnellate annue in un raggio territoriale ristretto. Il Comune chiede che la Regione valuti congiuntamente i modelli di dispersione e deposizione dei due impianti.

Bitetto eccepisce inoltre la totale assenza di una Valutazione di incidenza sanitaria (Vis) ex ante, richiamando i dati del Registro Tumori Puglia e di AReSS che documenterebbero incrementi dei casi incidenti nel medio termine del 28 per cento a Modugno e del 32,5 per cento a Bitonto. Chiede inoltre che la procedibilità del Paur includa il profilo epidemiologico di base e la stima del rischio cancerogeno e non cancerogeno cumulativo.

Le richieste al Comune

Oltre al giudizio negativo di compatibilità, Bitetto chiede la sospensione del procedimento per acquisire i pareri tecnici mancanti di ARPA Puglia e ASL Bari, l’ordine al proponente di depositare la Vis ex con nuova pubblicazione e riapertura dei termini, e lo svolgimento di un’inchiesta pubblica nei territori di Modugno e Bitetto.

Il Comune richiede inoltre la partecipazione a pieno titolo e con diritto di voto di Bitetto, Bitonto e Bitritto alla Conferenza di Servizi e l’imposizione al proponente dei valori limite emissivi più restrittivi previsti dalle migliori tecniche disponibili, qualora il procedimento dovesse proseguire.

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