IN PUGLIA APERTA LA CACCIA AL CINGHIALE

IN PUGLIA APERTA LA CACCIA AL CINGHIALE

Via libera anche ai proprietari dei fondi all’abbattimento dei cinghiali. L’ok di Coldiretti, il no delle associazioni ambientaliste

La Regione Puglia da semaforo verde all’abbattimento dei cinghiali ai proprietari dei fondi. La decisione è stata presa a causa del numero elevato degli esemplari nella regione, che si sarebbero moltiplicati a dismisura raggiungendo i 25mila esemplari. A salutare felicemente il provvedimento Cordiretti Puglia, che ha fortemente sostenuto il disciplinare per la gestione della “Caccia di Selezione” a cinghiali, cervidi e bovidi in Puglia, e che ha contributo a scriverne le linee guida. Un provvedimento che permette di prendere parte alle operazioni di riduzione del numero degli animali selvatici anche agli agricoltori provvisti di tesserino di caccia, ai cacciatori abilitati, guardie venatorie e ambientali volontarie, guardie giurate, a patto che siano appositamente formati di concerto con gli ATC, che devono individuare e costituire i distretti di gestione e i settori di prelievo.

“L’escalation dei danni, delle aggressioni e degli incidenti che causano purtroppo anche vittime è il risultato della incontrollata proliferazione dei cinghiali – spiega Coldiretti regionale – con circa 300 l’anno gli incidenti stradali causati dagli animali selvatici, soprattutto cinghiali, uno scenario aggravato dal lungo lockdown causato dal Covid che ha svuotato le strade rurali e di città, consentendo una più libera circolazione dei selvatici”. Molte le manifestazioni dell’associazione di categoria ha organizzato per promuovere il provvedimento, definendo la proliferazione dei cinghiali come un danno all’ecosistema e all’economia, nonché un pericolo per gli agricoltori.

Non dello stesso parere le associazioni ambientaliste, che denunciano una scarsa azione di controllo e contenimento e lanciano l’allarme sulla caccia indiscriminata senza un valido intervento di censimento.

“Permettere la caccia indiscriminata di cinghiali senza conoscerne la effettiva consistenza può portare alla loro estinzione – ha affermato sull’argomento Giorgio Cislaghi, ex componente dell’Ambito Territorio Caccia di Foggia – un ritorno alla situazione degli anni ’70 quando di cinghiali non c’era più nemmeno l’ombra. Permettere la caccia a oltranza dei cinghiali perché causano incidenti è un pericoloso precedente perché oggi sono i cinghiali ma domani potrebbero essere i cani randagi che, in quanto a incidenti e investimenti, non sono secondi a nessun’altra specie animale”

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