Undici gli indagati, tra i quali anche l’ex sindaco Nicola Bonasia; tra i presunti mediatori l’ex assessore Antonio Lopez
La Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per 11 persone al termine delle indagini sull’ipotesi di voto di scambio politico-mafioso avvenuto a Modugno in occasione delle elezioni comunali del 2020. L’udienza preliminare è fissata davanti al gip per il 16 luglio prossimo.
L’accusa
Secondo l’impianto accusatorio, l’ex sindaco di Modugno Nicola Bonasia avrebbe stipulato accordi con esponenti dei clan locali per procurare consensi al ballottaggio dell’ottobre 2020, in cambio di promesse di posti di lavoro. Gli incontri e le mediazioni sarebbero passati anche attraverso l’ex assessore alle attività produttive Antonio Lopez, che per l’accusa avrebbe ricevuto la promessa di voti da membri del clan Parisi di Bari e, in più occasioni, avrebbe consegnato somme di denaro a favore di esponenti del sodalizio come forma di pagamento per il sostegno elettorale.
Tra gli imputati figurano, secondo la richiesta della Procura, Cristian Stragapede e Cosimo Damiano Annoscia, ritenuti appartenenti alla cosca Parisi e indicati come i terminali dell’organizzazione nelle trattative per il controllo dei voti. Per l’accusa, Bonasia avrebbe inoltre concordato un patto analogo con Adriana Diomede, indicata come referente del clan Diomede, in cambio della candidatura della figlia Lucia Bosco al consiglio comunale. Gli inquirenti sostengono infine che Bonasia e Lopez avrebbero siglato accordi di scambio anche con persone non riconducibili formalmente alla criminalità organizzata, ampliando così la rete dei presunti interlocutori.
I reati
I reati contestati, a vario titolo, riguardano lo scambio elettorale politico-mafioso e reati connessi all’attività di uno o più gruppi criminali. La richiesta di rinvio a giudizio arriva al termine di indagini che hanno raccolto testimonianze, riscontri investigativi e presunti elementi probatori sui meccanismi di intermediazione tra politica e clan locali.
La fissazione dell’udienza preliminare rappresenta il prossimo passo formale del procedimento: sarà il giudice per l’udienza preliminare a valutare la richiesta della Procura e a decidere se rinviare a giudizio gli 11 imputati o disporre altri provvedimenti.