La Finanza indaga sull’immissione in circuito di 232mila euro di vincite intestate a Piccirillo nelle sale Jackpot; l’ex pugile avrebbe ammesso di aver convertito in banca i contanti percepiti in nero dagli organizzatori degli incontri.
La Guardia di Finanza ha iscritto nel registro degli indagati l’ex campione del mondo di pugilato Michele Piccirillo, accusato di concorso in riciclaggio nell’ambito dell’inchiesta sulle sale giochi riconducibili ai fratelli Snidar. Gli accertamenti hanno rilevato che, tra il 2013 e il 2019, a nome di Piccirillo risultano 45 ticket vincenti per un valore complessivo di 232mila euro, somme che l’ex pugile avrebbe ricevuto pur non giocando. Sentito dagli investigatori, Piccirillo avrebbe ammesso di aver trasformato in assegni e bonifici contanti da circa 200mila euro — guadagni “in nero” percepiti dopo gli incontri all’estero — versandoli poi su conti da cui sono stati effettuati investimenti finanziari. Nei giorni scorsi la Finanza ha sequestrato circa 36mila euro. Le indagini proseguono per ricostruire ruoli e flussi di denaro nelle sale Jackpot tra Bari e Modugno.