COVID E COMMERCIO NELLA COMMISSIONE COVID MODUGNO: CRITICITÁ E PROPOSTE PER FRONTEGGIARE LA CRISI

COVID E COMMERCIO NELLA COMMISSIONE COVID MODUGNO: CRITICITÁ E PROPOSTE PER FRONTEGGIARE LA CRISI

Il responsabile della Cofcommercio Modugno Roberta Chionno: “Ci vuole maggior confronto”
Il sindaco Bonasia: “È necessario prendere decisioni immediate, ma il confronto rimane”

In quella che si è rivelata essere la penultima riunione della commissione Covid a Modugno si è parlato, oltre che di scuola, di commercio. Un tema molto delicato, soprattutto considerando che l’attuale situazione sanitaria sta portando con sé una grave emergenza economica. Molte realtà commerciali sono chiuse da quasi un anno, altre rischiano di non riaprire quando la pandemia sarà debellata. Quali azioni quindi si devono mettere in atto per supportare i negozianti? La risposta che il responsabile di Cofcommercio Modugno Roberta Chionno ha dato è racchiusa in una sola parola: Collaborazione. Una collaborazione prevista di diritto e non per semplice concessione. Un lavoro sinergico con le amministrazioni che, per la rappresentante di categoria, non starebbe avvenendo a Modugno.

“Spesso veniamo a conoscenza delle ordinanze quando queste sono state già emanate – spiega – così come è successo per la scelta di ridurre ulteriormente l’orario lavorativo delle attività o per la scelta di accorciare ancora l’orario per l’asporto. Molte attività non erano a conoscenza del provvedimento e hanno dovuto adeguarvisi in fretta con dispendio ulteriore di fondi. Poi queste ordinanze sono state ritirate, a favore di un provvedimento regionale unico e condiviso, ma comunque non c’è stata condivisione”.

Anche per quanto riguarda l’erogazione dei fondi una tantum, 119mila euro provenienti dal maxiemendamento, secondo la Chionno si sarebbe potuto, se ci fosse stato un confronto sul tema, scegliere un metodo di distribuzione più equo, evitando un’ulteriore cernita in un secondo tempo.

“La nostra richiesta di sospensione della Tari non è stata accettata – afferma – l’erogazione del contributo una tantum ha come requisito il pagamento della Tari del 2019. Se le attività sono in crisi come possono pagare la Tari? Quelli del ristoro sono dei contributi per sostenere le attività, non per pagare le tasse. Nessuno la Tari 2020 l’ha pagata, ma per ovvi motivi economici. Ci auguriamo che, se ci saranno ulteriori ristori, non ci sarà la condizione del pagamento della Tari”.

A rispondere alle osservazioni della rappresentate il sindaco Nicola Bonasia, che ha posto l’accento su quanto l’amministrazione collabori con le associazioni di categoria.

“Per le amministrazioni anche il tempo di rispondere ad una mail diventa un atto di forma e non di sostanza – spiega – Credo di aver condiviso molte delle decisioni e dei percorsi. È giusto che ognuno tuteli la propria categoria, ma in un clima di condivisione anche l’informalità deve avere la sua importanza. In tema dei mercatali, abbiamo fatto un incontro in base a principi precedentemente condivisi. Siamo aperti ad ogni forma di confronto”.

Sulla questione pagamento Tari, come condizione per erogare il contributo, il consigliere Giovanni Donati

“Per il contributo a fondo perduto il requisito Tari è stato mantenuto, da questa come dalla precedente amministrazione, per distribuire in maniera congrua i 119 mila euro restanti dal maxi emendamento. Fondamentale affinchè non venissero dati pochi spiccioli”.

La Commissione Covid si riunirà un’ultima volta, la data deve essere ancora stabilita, per fare sintesi di quando raccolto nei precedenti incontri e supportare l’amministrazione nella guida della Città durante la pandemia.

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