MODUGNO CHIUDE LE PORTE A PATRICK ZAKI

MODUGNO CHIUDE LE PORTE A PATRICK ZAKI

Il consiglio comunale decide di non conferire la cittadinanza onoraria

Modugno dice no al conferimento della cittadinanza onoraria a Patrick Zaki, l’attivista egiziano e giovane studente all’università di Bologna che, al ritorno da una vacanza, è stato privato della libertà e, dall’8 febbraio 2020, si trova in detenzione preventiva con l’accusa di  terrorismo e propaganda sovversiva nei confronti del governo egiziano. A decretare il no al conferimento della cittadinanza è stato il silenzio. Il silenzio di chi non era presente in aula, ma anche di chi, tra i banchi della maggioranza, pur avendo dichiarato la propria posizione contraria, ha scelto l’astensione. Su questa vicenda si è vista chiaramente la doppia anima, completamente opposta, di cui è composta la maggioranza Bonasia. Particolarmente evidente nell’intervento del consigliere di maggioranza Antonello Chessa, che con un discorso rovente e accorato, ha dichiarato la sua impossibilità a non votare che si alla questione, per rispetto dei diritti umani, solidarietà ad un ragazzo della sua età che è stato privato della libertà e una famiglia che sta soffrendo nel non poter abbracciare il proprio figlio sapendolo in carcere e sottoposto a torture. Rievocando la Divina Commedia il consigliere di maggioranza ha usato una chiara parola per definire come si sarebbe sentito se avesse scelto l’astensione sul tema: Ignavo. E gli ignavi, nella sua maggioranza, sono stati 6, il presidente del Consiglio comunale Maurizio Panettella, Davide Tosca, Pino Mele, Lucia Bosco, Michele Lisalata e Giovanni Donati, che in diverso modo hanno frenato, anche se non decretato ufficialmente, il no alla cittadinanza. Il colore politico dei 6 consiglieri astenuti, almeno per alcuni, non è certo un mistero. Il presidente della Commissione Cultura Davide Tosca, della lista Onda Civica, dopo aver definito convintamente Zaky un sovversivo, parte di un’associazione governativa al soldo di George Soros, e affermato che il governo attuale Egiziano abbia giustamente agito nei confronti di chi ha accusato essere un terrorista e una minaccia per il governo, ha poi scelto inspiegabilmente di astenersi e non perseguire il no convinto che aveva ribadito nei suoi interventi. Questo forse per allinearsi alla posizione dei suoi compagni che, con toni più morbidi, si sono dichiarati dubbiosi sulla questione, incerti sull’utilità della cittadinanza che, addirittura, sarebbe potuta essere deleteria ed intralciare il percorso della diplomazia. Dai banchi della minoranza compatto è arrivato lo sdegno per la decisione del consiglio comunale, soprattutto dal Pd Modugno che aveva posto la questione, che tutti fino alla fine avevano creduto positiva, ma anche il plauso al resto della maggioranza che ha avuto l’onestà intellettuale di schierarsi a favore dei diritti civili.

Il Primo cittadino Nicola Bonasia, che ha lasciato la sua maggioranza libera di decidere secondo coscienza sulla questione, ha affermato l’importanza di avere una coalizione eterogenea, evidenziando che il caso Zaky non poteva essere trattato come un caso politico. L’augurio, almeno per la città, è che riesca sempre ad unire le due anime convergendole in una direzione comune.

Per quanto riguarda il no alla cittadinanza, sembra opportuno ricordare una delle poesie più  rappresentative della lotta ai Diritti civili:

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare“. (Martin Niemöller)

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