UNA FIACCOLATA PER LUCIANA

UNA FIACCOLATA PER LUCIANA

Una manifestazione per chiedere che sia fatta luce sulla scomparsa della giovane mamma

Una luce per chiedere di far luce sulla morte di Luciana Ranieri. La giovane mamma, estetista, di origini modugnesi ma trasferitasi a Palo, è scomparsa, a novembre, in circostanze che, per la famiglia, sono ancora tutte da chiarire. Il pm Manfredi Dini Ciacci, a gennaio, ha derubricato le indagini sulla sua morte alla voce suicidio. “Non ci sono elementi per ipotizzare che la morte sia per la conseguenza dell’azione volontaria di terzi”. Ma ci sono ancora tasselli che non combaciano. Luciana, il giorno prima del ritrovamento da parte del marito, era uscita con una sua amica; quest’ultima ha dichiarato che il suo umore era tutt’altro che cupo. Aveva voglia di uscire, era allegra e sorridente. Un solo momento, durante la serata, l’avrebbe incupita: l’incontro con l’ex marito. Stava passando un difficile momento matrimoniale Luciana, una separazione, la sofferenza per i suoi due figli, 7 e 11 anni, che vivevano con lei, ma anche la consapevolezza di essere pronta a voltare pagina. L’aveva detto a sua sorella Antonia, un giorno che era andata a trovarla. Aveva confidato di essere convinta della fine della relazione, ma aveva anche lamentato l’insistenza di lui. Il marito, che non è indagato per i fatti accaduti, l’avrebbe incontrato anche la sera prima del presunto suicidio. Agli inquirenti avrebbe raccontato di essere andato a cercarla perché preoccupato per lei. Molte le contraddizioni in questa vicenda, sia nel ritrovamento sia nel rapporto tra i due ex coniugi. Se da una parte la storia per Luciana sembrava essere finita, il compagno non è dello stesso parere. Ai microfoni della trasmissione “Quarto Grado” ha infatti dichiarato che tra loro c’era ancora amore. Dubbi sulla scena del ritrovamento hanno spinto la famiglia della 36enne a chiedere giustizia e scendere in piazza. Luciana, secondo gli inquirenti, si sarebbe tolta la vita con la cinta di un asciugamano rosa, legandola ad una trave vicino al letto a castello dei suoi figli. Ma dalle ricostruzioni sarebbe stata vicina ad un appoggio e, quindi, in qualunque momento, avrebbe potuto poggiare i piedi e salvarsi. Inoltre, gli inquirenti hanno trovato una scena visibilmente alterata. Discordarti, forse per lo shock, anche le versioni date dal marito circa i motivi che l’avevano spinto a recarsi a casa di Luciana quella mattina. Infine, le chiavi. Luciana, secondo la famiglia, era solita lasciare le sue chiavi dietro la toppa. Gli inquirenti hanno invece trovato, nella toppa dall’interno, le chiavi di suo marito. Ci sarebbe anche un buco temporale tra il ritrovamento della giovane mamma e la chiamata dei soccorsi; un lasso temporale nel quale il marito avrebbe chiamato suo padre e suo fratello dopo il ritrovamento.

«Sul corpo di Luciana non è stata fatta un’autopsia – ha fatto sapere l’avvocato della famiglia Roberto Loizzo – L’attività di indagine ha risposto solo in parte ai dubbi. Per questo la famiglia chiede che si faccia luce».

Per fare chiarezza la famiglia è scesa quindi, ieri, in piazza, sfilando difronte al teatro Piccinni con torce, striscioni e magliette con il volto di Luciana, per chiedere verità.

«Luciana non si sarebbe mai tolta la vita – ha dichiarato la mamma di Luciana ai microfoni di Quarto Grado – Era una persona solare e poi amava troppo i suoi figli per fare una cosa del genere. Vogliamo solo sapere cosa è accaduto quella notte».

Per approfondimenti leggi anche

LA MAMMA DI LUCIANA RANIERI. “VERITÁ PER MIA FIGLIA” – (cardonews.it)

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