MELE DAL CONSIGLIO ALLO STAFF DEL SINDACO. MA LA NOMINA FA PENSARE

MELE DAL CONSIGLIO ALLO STAFF DEL SINDACO. MA LA NOMINA FA PENSARE

I dubbi della minoranza su una eventuale illegittimità. Mele: “Abbiamo lavorato con gli uffici, ma in caso di errore sono pronto a rinunciare al compenso”

Il nuovo anno, per il comune di Modugno, si apre con un turnover. Uno dei consiglieri comunali di maggioranza ha lasciato il posto in emiciclo per entrare a far parte dello staff del sindaco. Si tratta di Pino Mele, esponente della lista Onda Civica, che ha già all’attivo quattro consiliature, ex ferroviere ora in pensione e che da consigliere passerà a ricoprire un ruolo di istruttore amministrativo, categoria C, da collocare nell’ufficio del sindaco. Il nuovo incarico per Mele è iniziato oggi e lo vede pronto a dare una mano al primo cittadino a sostenere i gravosi impegni amministrativi.

«Quello del sindaco – ha spiegato Mele – è un lavoro molto duro e gravoso. Ad un certo punto ha ritenuto di avere bisogno di più supporto e ha visto in me la figura giusta, per preparazione a livello politico e amministrativo e anche per curriculum. Per questo lo ringrazio per la fiducia e sono pronto a mettermi a disposizione per la comunità ».

La nomina di Pino Mele ha creato più di una polemica e critiche da parte dell’opposizione, che promette di approfondire la faccenda. Per la minoranza, infatti, questa scelta sarebbe illegittima nonchè ingiustifacata, spiegandone i motivi in un comunicato divulgato all’indomani della notizia delle dimissioni dell’esponente di Onda civica.

«Un consigliere comunale – si legge nel comunicato – che si dimette per entrare nello staff del Sindaco, con un costo per la collettività superiore ai 10mila euro all’anno, apre ad alcune riflessioni e domande: Quali competenze specifiche avrebbe l’ormai ex consigliere Mele tali da non poterle mettere a disposizione della comunità e del sindaco in veste di consigliere comunale? È opportuno che un pensionato come l’ex consigliere Mele assuma un rapporto di lavoro con una Pubblica Amministrazione, ammesso che sia consentito dalla legge? Un’amministrazione che ha fatto del suo “civismo” una millantata dote, dove va a parare politicamente se promuove questo che è invece un evidente malcostume?».

Dubbi condivisi anche dalla compagine politica anche dai socialisti modugnesi, per i quali questa nomina non rappresenta altro che un assessorato mascherato, non potendo il consigliere occupare il posto, vacante ormai da più di tre mesi, di Tania Di Lella ai Servizi sociali per via della necessità di mantenere gli equilibri tra uomini e donne.

«Ora la maggioranza – scrivono in un comunicato i socialisti – pende sempre più a destra. La cosa non può che paradossalmente farci piacere perchè il tempo dell’equivoco, che tanto ha giovato le elezioni del 2020, di un presunto civismo, sta giungendo al termine e si inizia a fare chiarezza».

A fugare i dubbi è lo stesso Mele che ha specificato come la sua nomina, con un contratto part-time, non solo farebbe guadagnare soldi alla comunità, perchè ad un pensionato nn è necessario versare contributi, ma anche permetterà di avere una persona che, essendo libero da obblighi lavorativi, si impiegherebbe anche più del tempo dovuto.

«Per questo passaggio sono stati interpellati gli uffici – specifica – e non sono state trovate irregolarità. Il mio sarà un contratto par-time, ma se dovesse venir fuori che ci siamo sbagliati sarei pronto a ricoprire l’incarico anche gratuitamente».

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