IN STAZIONE UNA PENSILINA CHE FA ACQUA

IN STAZIONE UNA PENSILINA CHE FA ACQUA

La denuncia dei passeggeri: “Non possiamo pagare con la salute il prezzo dell’ecosostenibilità ambientale”

Una pensilina che, quando piove, fa acqua da tutte le parti. È la denuncia che i viaggiatori modugnesi hanno sollevato sui social e attraverso i mezzi di comunicazione. A dare il là ad una questione che riguarda tutti i pendolari una cittadina modugnese che, stanca, ha raccontato la mancata funzionalità di una tettoia che dovrebbe essere funzionale a riparare i viaggiatori dalle intemperie, mentre stanno aspettando il treno, ma che sembrerebbe solo un bell’oggetto di arredo. «Un anno fa – scrive la pendolare – l’inaugurazione del binario interrato con un fabbricato completamente ristrutturato. Ci avevano detto che sarebbe stata una stazione ad alto livello, con una pensilina, a copertura di binario, che avrebbe dovuto filtrare la luce e permettere la fuoriuscita dell’anidride carbonica. Tutto bellissimo, peccato che, insieme alla luce, filtri anche il freddo, la pioggia e il vento con i viaggiatori che rimangono all’addiaccio». Il problema, quindi, riguarderebbe le condizioni di meteo avverse. Quando piove, infatti, i pendolari non possono aspettare i treni al chiuso, essendo la sala interna lontana dal binario e trovando i sedili adiacenti i binari completamente bagnati per via della copertura inefficace.  «Sicuramente è importante pensare all’ambiente – continua la lettera – ma anche la tutela della salute dei passeggeri. Quando soffia il vento o piove, senza un tetto sulla testa come si fa? Il prezzo della sostenibilità ambientale non possono pagarlo i cittadini con la loro salute». E pensare che, esattamente un anno fa, la questione pensilina e l’intera vicenda interramento era stata oggetto di una discussione politica tra maggioranza e opposizione. In particolare, i consiglieri chiedevano l’attenzione (soprattutto) sui due passaggi pedonali, da via Palo vecchia a via Ala e via Foggia, la demolizione del cavalcavia e l’istituzione della rete fognaria su Porto Torres. Contenute nel protocollo d’intesa, firmato nel 2017, dall’amministrazione Magrone, nel nuovo protocollo queste opere sono state rimandate a un secondo stralcio, previo reperimento delle risorse pubbliche. E si domandavano, perciò, a quale ente spetterebbe questo compito e con quali soldi, con il sospetto che, nel secondo protocollo si sia mirato al ribasso, rinunciando ad alcune delle opere previste per il primo. In definitiva, allora, la convinzione (mai smentita, ndr) è che rispetto al progetto esecutivo, le opere realizzate non siano completamente corrispondenti.

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