L’AUTOBUS DELLA SPERANZA FA RITORNO IN ITALIA

L’AUTOBUS DELLA SPERANZA FA RITORNO IN ITALIA

Sono 38 i profughi che verranno ospitati dalle famiglie pugliesi

Sarebbero dovuti essere quasi cinquanta i rifugiati che, da Siret, sarebbero dovuti salire sul bus della speranza con destinazione Italia. Molti di loro, però, hanno deciso di rimanere per paura di non tornare più nelle loro case. Dopo tre giorni di viaggio, partiti dal Duomo di Molfetta sabato mattina con destinazione la cittadina ai confini con la Romania, i volontari delle associazioni Avis Modugno, Avis Molfetta, Ctc Modugno, Comitato feste Patronali Modugno e Mani Tese, hanno scaricato i 90 quintali di aiuti umanitari, tra indumenti, alimenti, e materiale per il primo soccorso, rifornendo le tende per gli aiuti umanitari e l’accoglienza di coloro che sono fuggiti dai bombardamenti. Sono di ritorno con 38 dei 50 profughi che verranno accolti dalle famiglie della provincia.
«Ho cercato di convincerli a partire con noi – spiega Andrii Aleksandruk, l’interprete italo ucraino che ha accompagnato i volontari della spedizione umanitaria – ma non si sentivano sicuri perché avevano paura che, una volta partiti, non sarebbero più potuti tornare nelle loro case».

Partito oggi per il ritorno, il bus farà meta a Rutigliano, dove i passeggeri saranno sottoposti a tampone gratuito e, da lì, accolti dalle famiglie che daranno loro una casa.
Ma il viaggio non è stato senza problemi.
l’autobus è stato fermato alla dogana tra Romania e Ungheria perché in molti tra i rifugiati erano senza documenti. Fuggiti di corsa dalle loro abitazioni, non sono riusciti a prendere i passaporti, per questo si è dovuto procedere alla trascrizione manuale in inglese delle generalità di coloro che viaggiavano sull’autobus.
«In queste tre ore di attesa per gli adempimenti burocratici abbiamo cercato di intrattenere i bambini – fa sapere l’interprete – abbiamo dato loro fogli e colori e la prima cosa che hanno scritto è stata il nome della loro città. Uno dei bambini ha aggiunto una frase di ringraziamento accanto al nome della sua città, con un augurio di poter presto farvi ritorno».

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