MANI TESE E AVIS, UNA NUOVA MISSIONE UMANITARIA PER L’UCRAINA

MANI TESE E AVIS, UNA NUOVA MISSIONE UMANITARIA PER L’UCRAINA

Giocattoli e sorrisi per i bambini scappati verso il confine polacco

Questa volta la missione dei volontari è stata dedicata ai bambini che sono fuggiti dai bombardamenti verso il confine polacco. Le associazioni modugnesi Mani Tese e Avis Modugno hanno allestito una nuova raccolta che ha visto come protagonisti i bambini. Sei mezzi, 21 volontari tra personale medico, paramedico, soccorritori, clown e volontari sono partiti due giorni fa e hanno raggiunto Lublino, confine Est della Polonia, che affaccia sul territorio ucraino. Ad occuparsi della missione, raccogliere beni e portarli ai rifugiati non solo le due associazioni modugnesi, ma una grande rete nazionale con le associazioni gruppo “Fratres di Maruggio”, “Dottor Clown Padova”, “Croce bianca Vicenza”, “Croce berica Lonigo soccorso”, “Blue emergency”. Non è la prima iniziativa umanitaria alla quale le due realtà nostrane hanno partecipato. Solo un mese fa, con la collaborazione di Comitato feste patronali Modugno, Ctc Modugno, Avis Bitonto, un autobus è partito per Siret rifornito di 40 quintali di aiuti, tra materiale sanitario, medicine e kit per il primo soccorso, oltre che viveri ed indumenti. Questa volta la direzione è stata Lublino, al confine tra Polonia e Ucraina, e si è pensato prevalentemente ai bambini.

Per curare con un sorriso i bambini che avevano ancora negli occhi la guerra, Mani Tese e Avis Modugno hanno raccolto giochi, colori e tutto il necessario per colorare nuovamente la vita dei bambini, che non avrebbero mai dovuto vivere l’esperienza della guerra. Per loro anche i giochi e gli intrattenimenti dei clown dell’associazione di clown terapia Dottor Clown di Padova.

«Siamo pronti ad attivare nuove iniziative umanitarie – annuncia il presidente di Mani Tese Massimo Angiulli – è la nostra risposta ad oltranza alla chiamata del bene. Sarà fatto ogni sforzo perché non è più il tempo di immaginare è il tempo di agire. Non lasceremo che il conflitto rimanga solo nelle cronache come una notizia a cui si è ormai abituati. Non ci si abitua mai alla violenza. Ne va della nostra umanità».

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